Sono passati tre giorni da quel terribile pomeriggio alle terme di Suio, nel comune di Castelforte, dove il piccolo Gabriele, un bimbo di soli 7 anni, ha perso la vita mentre giocava in piscina. Ora arrivano i primi passi ufficiali dell’inchiesta: la Procura di Cassino ha infatti indagato quattro persone con l’accusa di omicidio colposo.
Si tratta dei due gestori della struttura termale, del responsabile della ditta che doveva occuparsi della manutenzione e dell’addetto all’assistenza bagnanti che era in servizio quel giorno. Quello adottato dalla magistratura è un atto dovuto per poter fare tutti gli accertamenti necessari, a partire dall’autopsia che è stata fissata proprio per oggi.
Intanto, il papà di Gabriele, Antonello, ha voluto parlare in TV per ricordare suo figlio. Ha raccontato che erano andati in quel centro termale per festeggiare il compleanno del bambino. “Gabriele sapeva nuotare bene”, ha detto, ma contro la forza di quel bocchettone non ha potuto fare nulla. “Il braccio gli è rimasto incastrato fino alla spalla, fino a diventare violaceo”, ha raccontato l’uomo. In quattro – ha evidenziato – hanno provato a tirarlo fuori, ma la pressione dell’acqua era troppo forte. Quando finalmente l’impianto è stato spento, per il piccolo non c’era più nulla da fare.
Al centro dell’indagine c’è la sicurezza della piscina. L’avvocato della famiglia punta il dito contro quel bocchettone: perché non c’era la griglia di protezione? È stato infatti proprio quel “buco” scoperto a risucchiare il braccio del bambino. Dall’altra parte, l’avvocato dei gestori dice che la griglia è stata trovata e consegnata ai Carabinieri, che ora dovranno capire se fosse al suo posto o se si fosse staccata.
Sul fronte delle indagini i Carabinieri hanno già sequestrato la piscina e preso i video delle telecamere di sicurezza con l’auspicio che possano fare chiarezza sull’accaduto in modo definitivo. Nel frattempo, la famiglia chiede solo giustizia e leggi più severe per evitare che si ripetano tragedie simili.


