E’ ancora più che mai vivo lo sgomento, a Frosinone in particolare, ma anche nel resto della provincia, per i recenti episodi sacrileghi ai danni di statue di santi e di madonne. Statue che, come tutti ricorderanno, sono state in più occasioni decapitate, danneggiate, depredate, oltraggiate. Una vicenda che ha scosso in profondità le coscienze di tutti i fedeli ma più in generale di tutta la comunità, a prescindere dal proprio credo religioso.
Proprio l’altro giorno, grazie ad un’operazione congiunta di carabinieri e polizia, i sospetti si sono soffermati su una donna di 59 anni del Capoluogo ciociaro in casa della quale, durante una perquisizione, sono stati trovati elementi, soprattutto alcuni capi di abbigliamento, compatibili con quelli indossati da chi, in almeno due occasioni, ha compiuto questi atti sacrileghi. Come dimostrato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza acquisite dalle forze dell’ordine.
Ma le indagini vanno comunque avanti per ricostruire fino in fondo quanto successo a Frosinone e dintorni, per capire le ragioni di questi gesti e per accertare se oltre alla donna frusinate possano essere coinvolte altre persone.
Intanto, sul caso è intervenuto Santo Marcianò, vescovo delle Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri, che ha voluto ringraziare le forze dell’ordine per il lavoro svolto affinché i responsabili venissero individuati.
«A seguito dei recenti e significativi sviluppi investigativi riguardanti i deplorevoli episodi di profanazione che hanno colpito le comunità delle nostre due Diocesi – ha affermato il Vescovo – desidero esprimere il mio più profondo e sentito ringraziamento alla Procura della Repubblica di Frosinone. Il mio riconoscimento va all’incessante e meticoloso lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine. Grazie alla professionalità e alla dedizione degli uomini e delle donne delle diverse Forze di Polizia, è stato possibile dare una risposta concreta allo sconcerto e al dolore dei fedeli. Un sincero ringraziamento speciale alla Prefettura per l’attenzione e il coordinamento assicurato.
La rapidità dell’azione investigativa e la costante presenza sul territorio sono un segno tangibile di vicinanza alle istituzioni religiose e alla sensibilità dei cittadini. Questi atti vandalici hanno ferito profondamente il cuore dei nostri fedeli, che chiedono di poter vivere ed esprimere liberamente la propria fede; sapere che lo Stato vigila con fermezza sulla libertà di culto e sulla tutela dei simboli sacri è motivo di grande conforto.
Allo stesso tempo – ha proseguito Santo Marcianò – non possiamo ignorare il turbamento e lo smarrimento che tali vicende hanno suscitato nelle comunità. La sofferenza provocata è reale, ma essa si accompagna alla consapevolezza della fragilità umana che, in questo caso, chiede anche uno sguardo di comprensione e di carità. Proprio per questo, mentre si riafferma con chiarezza il rispetto dovuto ai luoghi e ai simboli sacri, si invita tutti a non cedere a giudizi sommari, ma a custodire uno spirito di responsabilità e di equilibrio.
Rinnovando la mia stima e la mia preghiera per tutti coloro che operano quotidianamente per la sicurezza e la legalità – ha concluso il Vescovo – confido che questo percorso di giustizia possa contribuire a riportare serenità, rispetto e fiducia nelle nostre comunità”.


