Morire in diretta dopo 12 giorni di sevizie e umiliazioni: che fine ha fatto la nostra umanità?

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Costume & Società

Dietro la scomparsa dello streamer noto sul web come Jean Pormanove c’è il business della sofferenza online. Un meccanismo dove la crudeltà diventa show e gli spettatori pagano per contemplare forme di violenza sempre più estreme

Riccardo Liguori

22 Agosto 2025

@X

Si chiamava Raphaël Graven, aveva 46 anni e un passato da militare. Ma per il suo milione di follower era solo Jean Pormanove, l’uomo che veniva umiliato e picchiato in diretta streaming. La sua storia, che sembra uscita da una serie tv distopica, si è conclusa nel modo più tragico: con la sua morte, avvenuta lunedì scorso, dopo 298 ore consecutive di trasmissione live, più di dodici giorni davanti a una telecamera che riprendeva ogni cosa. Una fine terribile, avvenuta sotto gli occhi di migliaia di spettatori, le cui circostanze sono ora al vaglio della procura di Nizza.

La domanda che tutti si pongono è come sia stato possibile. Raphaël, descritto come un uomo dal fisico gracile,

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