ll viaggio de La tela di Archimede continua a srotolare le sue tappe e adesso punta verso la Sicilia, terra che del romanzo è il cuore profondo. Il prossimo 20 giugno, alle 16:30, presso il Teatro Cicero di Cefalù in via Spinuzza, Riccardo Alberto Mangiacapra ritirerà un riconoscimento all’11° Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa La Perla del Tirreno, organizzato dal Cenacolo Letterario Italiano di Cefalù sotto la presidenza del poeta e scrittore Antonio Barracato. La cerimonia, patrocinata dalla Regione Siciliana e dall’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, è uno degli appuntamenti più attesi nel calendario letterario del Tirreno.

Per il romanzo di Mangiacapra, uscito nel febbraio 2025 si tratta dell’ennesima conferma di un percorso che, in poco più di un anno, ha portato Mangiacapra a Casa Sanremo Writers 2026, all’ingresso nella TOP FIVE degli ebook più letti su Amazon nella categoria Azione e Avventura e al numero sette in Narrativa contemporanea, oltre a una serie di presentazioni che hanno toccato Roma, Anagni, Civitavecchia, Fratta Polesine, Terni e altre città della penisola. Dopo essere stato intervistato a febbraio dal format Casa Sanremo Writers, Mangiacapra continua a girare l’Italia per portare il suo romanzo nei salotti culturali, nelle librerie indipendenti e nelle community di lettori.

La tela di Archimede racconta la storia di un uomo nato da una relazione clandestina che porta per tutta la vita il marchio di ù bastaddu, un appellativo che condiziona ogni aspetto della sua esistenza. Dotato di un talento straordinario per i numeri, come il matematico siracusano da cui prende il nome, Archimede fa della matematica un salvacondotto per fuggire da una terra dura e da una famiglia ostile. Da San Liberato a Milano, da Milano a Londra, fino al ritorno in Sicilia che metterà in moto la sua tela, la sua paziente costruzione di un riscatto. Sullo sfondo, il profumo di zagare, le nebbie del Nord, la City finanziaria, i flashback che si compongono come la tela di Penelope.

La critica ha riconosciuto al libro la capacità di unire la profondità del romanzo familiare con l’intensità del noir. Diverse testate hanno parlato di un romanzo di formazione, di un noir dell’anima, di un viaggio nella memoria e nelle scelte che definiscono chi siamo. Lo stile, definito evocativo e raffinato ma anche diretto e concreto, alterna la precisione di un matematico all’intensità di un poeta, restituendo personaggi a tutto tondo e ambientazioni che restano impresse.

Per la cerimonia del 20 giugno è prevista la presenza di numerosi autori premiati nelle 12 sezioni del concorso (poesia in vernacolo e in lingua, poesia religiosa, narrativa edita, silloge, video poesia, fotografia, pittura e altre), che ogni anno portano a Cefalù un caleidoscopio di voci della letteratura italiana e internazionale. Per Mangiacapra sarà anche un’occasione per stringere la mano ai lettori siciliani che, dal febbraio 2025, hanno accolto il romanzo con un passaparola caloroso. Non sarà un caso che proprio in Sicilia, terra in cui Archimede nasce e da cui fugge, La tela di Archimede trovi una delle sue ultime tessiture pubbliche.


