Manca poco all’apertura della mostra dedicata a Tuthankamon e l’Antico Egitto

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Entrare visivamente nella tomba di Tutankhamon rivivendo di persona l’emozione sperimentata dai suoi scopritori un secolo fa, non senza aver prima sbirciato da una fenditura interna alla piramide che affaccia dentro la stanza del suo tesoro come fece Carter quando esclamò: «vedo cose meravigliose». È fra le sorprese promesse dalla mostra “Tutankhamon, 100 anni di misteri” che aprirà i battenti il 29 ottobre, allestita da Venice Exhibition nelle 36 sale espositive distribuite nei cinque piani del trecentesco Palazzo Zaguri in campo San Maurizio.

Al lavoro archeologi, egittologi, scenografi, informatici, maestri di musica, per ricostruire, in ogni dettaglio della vivida realtà virtuale in 8k, tutto lo sfarzo interno e l’atmosfera della tomba riportandola esattamente a quando fu aperta per la prima volta il 4 novembre del 1922. Ai visitatori basterà infatti indossare uno dei 50 visori virtuali messi a punto da Webn’Go di Treviso per venire immediatamente proiettati di fronte allo splendore che ha affascinato generazioni di appassionati dell’Antico Egitto.

«Abbiamo lavorato al più avanzato progetto di ricostruzione 3D della tomba di Tutankhamon, impiegando le più innovative tecnologie grafiche realtime e di fotogrammetria. – spiega Fabio Visentin, amministratore di Web’nGo – OneVR società che ha sede in Italia, Germania e Florida, “impiegando, nei vari mesi di sviluppo del software che guiderà le sensazioni dei visitatori amplificate dall’ipervisione virtuale. Ben 8 gli specialisti informatici che si sono occupati della ricostruzione completa in 3D delle sale del tesoro del faraone sotto la stretta supervisione di egittologi e altri esperti. Nella seconda virtual room si vivrà invece in prima persona l’esperienza esoterica del viaggio egizio dei morti visitando la camera funeraria e tutte le sue meraviglie come sacrari e sarcofagi».

L’indagine sull’Antico Egitto

La mostra di Venezia celebrerà Tutankhamon, ma anche e soprattutto il secolo di

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