La rivoluzione digitale, con tutto il suo portato di innovazioni e promesse, ha trasformato profondamente – e sta continuando a trasformare – le nostre società. Non è stata una rivoluzione tecnologica nemmeno una rivoluzione culturale, è stata una rivoluzione antropologica che ha cambiato il nostro rapporto con la realtà. Da un lato, ha messo a disposizione una moltitudine di servizi e possibilità inimmaginabili fino al secolo scorso e, quando parliamo di secolo scorso, parliamo di poco più di 20 anni fa; dall’altro, ha accresciuto esponenzialmente la complessità della sicurezza, ampliando lo spettro del rischio e aprendo la strada ad altrettante numerose minacce e forme di utilizzo “deviate” dei nuovi strumenti.
La trasformazione di internet da luogo dove cercare informazioni a luogo non fisico dove “essere” presenti con il proprio nome, la propria identità, le immagini private, le storie del quotidiano, ha rapidamente condotto tutti, giovani e meno giovani, a fare i conti con una comunicazione globale, con una presenza non fisica ma reale, con una dimensione sociale impalpabile. Oggi non possiamo più pensare che ci sia una vita


