Il vulcano Kawah Ijen in Indonesia attira turisti con le sue misteriose luci blu, ma nasconde un lato oscuro: i minatori che estraggono lo zolfo in condizioni pericolose e tossiche.
Il cosiddetto “Oro del diavolo” prende il nome dai suoi colori ma anche dai processi mortali coinvolti nella sua estrazione a mano. (Mazur Travel/Shutterstock.com)
Nella parte orientale di Giava, in Indonesia, si trova il vulcano Kawah Ijen, che negli ultimi anni è diventato una sorta di meta turistica. Questo perché, di notte, sulle sue pendici oscure appaiono delle misteriose luci blu. Questi spettrali fuochi pallidi sono causati dalla presenza di grandi quantità di depositi di zolfo sulla superficie del vulcano. Quando le alte temperature dall’interno del vulcano riscaldano questi depositi di zolfo, si incendiano producendo una fiamma blu.
Ma per quanto impressionanti e misteriose possano essere queste manifestazioni, nascondono anche un aspetto più oscuro legato agli esseri umani che sfruttano le sue risorse. Questi minatori lavorano in condizioni pericolose e precarie per estrarre lo zolfo, o come lo chiamano loro, “l’oro del diavolo”.
Lo zolfo è


