22 Ottobre 2026

Lazio, una notte da grande a Torino: tre gol alla Juventus e una storia che si ripete ogni 31 anni

Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru firmano il trionfo dello Stadium. Lo stesso risultato era arrivato nel 1964 e nel 1995: tre imprese biancocelesti separate da una curiosa coincidenza TORINO - Ci sono vittorie che valgono più dei tre punti, perché raccontano la forza di una squadra e lasciano un’immagine destinata a restare nella storia. Il 3-0…
19 Ottobre 2026

Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru firmano il trionfo dello Stadium. Lo stesso risultato era arrivato nel 1964 e nel 1995: tre imprese biancocelesti separate da una curiosa coincidenza

TORINO – Ci sono vittorie che valgono più dei tre punti, perché raccontano la forza di una squadra e lasciano un’immagine destinata a restare nella storia. Il 3-0 con cui la Lazio ha battuto la Juventus a Torino domenica 18 ottobre appartiene a questa categoria: una prestazione autorevole, costruita con organizzazione, qualità e capacità di colpire nei momenti decisivi. Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru hanno firmato il successo della squadra di Gattuso, che ha agganciato l’Inter in testa alla classifica.

Al valore della partita si aggiunge una curiosità storica: la Lazio aveva già vinto per 3-0 sul campo della Juventus il 22 marzo 1964 e il 7 maggio 1995. Tre successi con lo stesso punteggio, in anni distanti esattamente 31 l’uno dall’altro: 1964, 1995, 2026. Non una ricorrenza identica nel calendario, perché cambiano giorni e mesi, ma una singolare cadenza tra le stagioni delle tre imprese.

La notte dello Stadium: una Lazio lucida e spietata

La vittoria di ieri sera porta la firma di una squadra capace di mettere in difficoltà la Juventus senza perdere equilibrio. Dopo una prima fase con poche occasioni, la Lazio ha trovato il vantaggio al 37’: Zaccagni ha disegnato un cross dalla sinistra e Provstgaard ha anticipato la difesa bianconera con una deviazione di testa, indirizzando il pallone dove Vicario non poteva arrivare.

Nella ripresa è arrivata la giocata che ha indirizzato definitivamente la partita. Al 66’ Nuno Tavares ha cambiato gioco per Isaksen: il danese ha puntato il difensore, si è accentrato e ha trovato un sinistro a giro sul secondo palo. Un gol di qualità, espressione della precisione con cui i biancocelesti hanno saputo trasformare lo sviluppo dell’azione in un’occasione concreta.

Il sigillo è arrivato all’89’, con la Juventus sbilanciata alla ricerca di una rimonta. Dele-Bashiru è partito in campo aperto, ha superato Bremer in velocità e ha battuto Vicario con un diagonale di destro. Il terzo gol ha completato una serata nella quale la Lazio ha dimostrato superiorità nella gestione dei momenti decisivi e grande efficacia offensiva.

Il precedente del 1964: tre gol già nel primo tempo

La prima tappa di questa particolare sequenza risale al 22 marzo 1964. Al Comunale di Torino, la Lazio chiuse il confronto con la Juventus già prima dell’intervallo: Landoni segnò al 2’, Maraschi raddoppiò al 27’ e Morrone realizzò il terzo gol al 42’. Tre marcatori diversi, come nella vittoria del 2026, per un risultato maturato però interamente nei primi quarantacinque minuti.

Fu dunque un successo costruito con una partenza travolgente: il vantaggio immediato e gli altri due gol impedirono alla Juventus di rimettere in discussione il punteggio. Landoni, Maraschi e Morrone restano i protagonisti di quella prima impresa torinese.

Il 1995: Di Matteo apre, Boksic e Venturin completano il trionfo

Trentuno anni dopo, il 7 maggio 1995, il risultato si ripeté al Delle Alpi, ma con una dinamica diversa. La partita rimase senza reti fino al 72’, quando Roberto Di Matteo portò avanti la Lazio. Nel finale arrivarono il raddoppio di Alen Boksic al 90’ e il terzo gol di Giorgio Venturin al 92’.

Se nel 1964 i biancocelesti avevano risolto tutto nel primo tempo, nel 1995 colpirono nell’ultima parte della gara. A unire le due partite, oltre allo 0-3, fu ancora la presenza di tre marcatori differenti: un dettaglio che ritorna anche nella notte di Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru.

Tre stadi e nove firme nella memoria biancoceleste

Comunale, Delle Alpi, Allianz Stadium: cambiano gli impianti, le generazioni e gli interpreti, ma queste tre trasferte restituiscono la stessa immagine di una Lazio capace di imporsi nettamente in casa della Juventus. Dai gol di Landoni, Maraschi e Morrone a quelli di Di Matteo, Boksic e Venturin, fino ai protagonisti del 2026, sono nove le firme che compongono questa particolare pagina di storia biancoceleste.

La cadenza dei 31 anni aggiunge fascino al racconto. Il significato più concreto della vittoria di ieri, però, sta nella prestazione: la Lazio è uscita dallo Stadium con tre gol, nessuno subito e il primo posto condiviso con l’Inter, confermando sul campo il valore delle proprie ambizioni.