L’antica arma potrebbe aver aiutato i Romani a sconfiggere i Cartaginesi. (Soprintendenza del Mare)
Nel 241 a.C., si svolse una delle battaglie più cruciali dell’antico Mediterraneo al largo della costa della Sicilia, quando l’Emergente Impero Romano sconfisse il suo acerrimo avversario Cartagine durante la Battaglia delle Isole Egadi.
Dopo due decenni di ricerche sul fondale marino alla ricerca di tracce sommerse di questo epico scontro, i ricercatori hanno finalmente rinvenuto un rostro di bronzo, presunto essere stato utilizzato dalla marina romana per abbattere le navi nemiche.
La Sovrintendenza del Mare della Regione Siciliana ha annunciato la scoperta, spiegando che il reperto è stato trovato a una profondità di circa 80 metri, tra le isole di Levanzo e Favignana, sulla costa occidentale della Sicilia.
L’arma marittima romana è stata recuperata utilizzando sofisticati strumenti a bordo della nave di ricerca, l’Hercules. I rostri di questo tipo erano armi mortali di distruzione, applicate alla prua delle navi da guerra per speronare e affondare le navi nemiche.
Nella stessa area marina sono stati scoperti 27 rostri simili, insieme a 30 elmi romani e due
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