Le esperienze vissute da una quattordicenne ebrea, un racconto che si svolge dapprima nel ghetto di una piccola città polacca, poi in un campo di lavoro e infine in un campo di prostituzione. La casa delle bambole racconta di tutte quelle donne ebree che, una volta deportate, erano destinate al sollazzo dei soldati nei “campi della gioia”
©Oscar Mondadori – ©Novikov Aleksey/Shutterstock
Un autore che per molto tempo si è firmato con le cifre tatuate sul braccio sinistro con cui era identificato dai tedeschi: è Ka-tzetnik 135633, che ha scritto pagine di una semplicità disarmante, esattamente tanto quanto il terrore che in esse descrive. Tra queste, “La casa delle bambole” è la storia della piccola Daniella che avrebbe solo voluto fare una gita scolastica.
Usando un eufemismo cui ricorrevano le prigioniere del campo di lavoro per indicare quelle “privilegiate” che ricevevano cibo e potevano alimentare l’illusione di sopravvivere a una tragedia, Ka-tzetnik 135633 racconta la storia di due fratelli, Harry, il maggiore, e la dolce Daniella, la seconda di tre figli, in una Polonia affranta dal nazismo.
Leggi tutto: https://www.greenme.it/lifestyle/arte-e-cultura/casa-delle-bambole-prostituzione-campi-di-concentramento/
LaCittaNews è un motore di ricerca di informazione in formato magazine, aggrega e rende fruibili, tramite le sue tecnologie di ricerca, in maniera automatica, gli articoli più interessanti presenti in Rete. LaCittaNews non si avvale di nessuna redazione editoriale. => DISCLAIMER

