Evitare l’escalation. Questo è l’imperativo delle diplomazie mentre Israele si prepara a rispondere a Hezbollah e bombarda il sud del Libano dopo la strage di ragazzini al campo di calcio nel Golan. L’attacco a Majdal Shams dà il diritto a Benjamin Netanyahu di rispondere e Israele ha il sostegno degli Stati Uniti. E il primo ministro ha promesso una replica dura: «Questi bambini sono i nostri figli. Lo Stato di Israele non vuole e non può permettere che ciò avvenga». Hezbollah intanto continua a lanciare razzi contro Israele. E si prepara alla risposta allo stato ebraico spostando missili di precisione e svuotando le postazioni al sud. Diversi paesi, tra cui l’Italia, chiedono ai propri concittadini di lasciare il Libano. E
Israele e la risposta a Hezbollah: cosa succede in Libano e perché l’Italia vuole fermare l’escalation
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