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Il Governo iraniano continua con le minacce nei confronti dei cittadini che si ribellano al sistema e che continuano a manifestare.
Nel suo rapporto annuale, Human Rights ha annunciato che l’Iran usa le confessioni forzate per condannare i manifestanti a morte.
Iran, le minacce del Governo contro i cittadini che si ribellano al sistema
Human Rights ha annunciato, nel suo rapporto annuale, che la Repubblica islamica dell’Iran utilizza le confessioni forzate per condannare i manifestanti a morte. La confessione forzata o la confessione televisiva sono situazioni in cui il prigioniero viene costretto a criticare i suoi pensieri e le sue azioni passate davanti ad una telecamera.
Un atto che solitamente viene compiuto sotto pressione, dopo aver subito torture. Fino ad oggi sono quattro i casi di persone innocenti che sono state impiccate, mentre il numero degli arrestati sta raggiungendo i 16mila.
Iran, confessioni forzate: le vittime
La prima vittima è stata Mohsen Shekari, atleta 23enne, giudicato colpevole dopo aver estratto un’arma “con l’intenzione di uccidere, creare terrore e interrompere l’ordine e la sicurezza della società”.


