L’Italia è ancora fuori dai Mondiali. Il tema dominante che attanaglia e traumatizza milioni di sostenitori azzurri, stasera incollati fino a tarda notte ai teleschermi. E’ ancora la nazionale di calcio la parte meno gloriosa di anni di sport stellari. 12 anni senza Mondiali, record. Nemmeno all’edizione 2026 parteciperemo. Fatale, nel libro dei dolorosi disastri del calcio italiano, stavolta la beffarda bolgia di Zenica. Passa la Bosnia alla fine di 120 minuti incandescenti, perfetta e letale dal dischetto davanti al suo posto. A dispetto di una gara in cui gli spunti positivi ci sarebbero pure, come ben argomentato diritto di polemica arbitrale, ma tutti elementi che passano in secondo piano: in fin dei conti, comunque, se ti chiami Italia, tra mille lacrime resta fallimento.
LA PARTITA All’Italia si mette subito bene, ottiene quello che alla vigilia era dipinto fondamentale: sbloccarla subito, per farli uscire ed evitare blocchi e pullman. Errore in uscita bosniaco, castiga Kean, il vero Kean. Ma la partita andrà in maniera diametralmente differente. Perchè l’ingenuità di Bastoni infilato a fine primo tempo costerà il resto della gara con l’uomo in meno. Assalto bosniaco, occasioni e traverso, mostro Donnarumma e cuore azzurro, l’Italia regge ma concede il pari su torre solo a 10 dalla fine con Tabakovic. La resistenza, quando si mette male, perdurerà però fortunatamente per tutti i supplementari, quando l’Italia protesterà per rosso su Palestra clamorosamente non dato. Non cambierà l’inerzia, si andrà ai rigori dopo mille sacrifici a trattenere il pari nella bolgia, ma la stessa sarà fatale alla lotteria: Esposito alle stelle, Cristante sulla traversa, loro perfetti come in Galles, siamo fuori ancora una volta.


