Il vero costo dei Labubu: più di 4.500 lavoratori sfruttati (alcuni minorenni) nella fabbrica di Pop Mart in Cina

Li abbiamo visti ovunque nell’ultimo anno: appesi agli zaini, esposti nelle vetrine dei negozi, protagonisti di code infinite fuori dai Pop Mart store. I Labubu, quei mostriciattoli pelosi con le zanne e gli occhi spalancati, sono diventati un fenomeno che ha conquistato un po’ tutto il mondo. Ma dietro il loro successo da milioni di...

Li abbiamo visti ovunque nell’ultimo anno: appesi agli zaini, esposti nelle vetrine dei negozi, protagonisti di code infinite fuori dai Pop Mart store. I Labubu, quei mostriciattoli pelosi con le zanne e gli occhi spalancati, sono diventati un fenomeno che ha conquistato un po’ tutto il mondo. Ma dietro il loro successo da milioni di dollari si nasconderebbe, secondo una nuova inchiesta, una realtà ben diversa, fatta di sfruttamento, straordinari illegali e sistematiche violazioni dei diritti dei lavoratori.

Cosa sono i Labubu (e perché tutti li vogliono)

Per chi ancora non li conoscesse, i Labubu sono piccoli giocattoli da collezione creati dall’artista Kasing Lung e prodotti su licenza da Pop Mart, azienda cinese specializzata in designer toys venduti in “blind box” (scatole a sorpresa). Questi pupazzi dai denti aguzzi fanno parte della serie “The Monsters” e devono il loro successo planetario a un post su Instagram di una star delle Blackpink nell’aprile 2024.

Da quel momento è stata febbre da Labubu. Questi giocattoli, che normalmente costano 20-30 dollari, vengono rivenduti a centinaia di dollari, con edizioni limitate che raggiungono cifre


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