Il weekend di Pasqua e Pasquetta, il primo per l’ultimo curvone, ha definitivamente incanalato sui binari finale. Il contesto, argomentativo, parla di un’Inter ormai strafavorita: un 5-2 alla Roma che è stato specchio manifesto, una vera e propria dimostrazione di intenti e di una realtà, quella nerazzurra, che ritrovato Lautaro viaggia sempre più forte verso l’undicesimo scudetto e non sembra avere intenzione di mollare la presa.
Pasquetta era attesa, soprattutto in serata, calcisticamente per decretare chi sarebbe stata eletta anti Inter. Alla fine Napoli: Conte stavolta batte Allegri, azzecca pure il cambio vincente, il guizzo di Politano basta per l’uno a zero azzurro che significa sorpasso in classifica al secondo posto e spegne definitivamente ogni ambizione rossonera. Il Milan scende a -9, il Napoli scavalca ma resta a sette punti dall’Inter.
Se sarà ancora duello al titolo, se di duello ancora un minimo si può parlare/trattare, sarà dunque lo stesso della passata stagione che alla fine premiò le resilienza di Antonio Conte. Che oggi ammette quanto e come l’Inter meriti, a sette punti distanza siderale se non proibitiva. Ci fosse pure il 5/10% di possibilità però gli azzurri vogliono farsi trovare pronti: Conte è stato chiaro, non devono sbagliare niente e devono vincerle tutte, ma sperare che l’Inter in sette gare possa sbagliarne tre (quasi la metà) diventa complicato.


