Il monastero dimenticato dell’Umbria che nessuno vuole che tu conosca: l’incredibile storia dell’Eremo di Santa Maria Giacobbe
Chiunque abbia percorso almeno una volta la Statale 77 nei dintorni di Pale – frazione di Foligno, in Umbria – lo avrà sicuramente notato. Appare quasi all’improvviso, tra i massi ruvidi del Sasso di Pale, incastonato nella roccia: protetto da un anfratto naturale, l’Eremo di Santa Maria Giacobbe si svela in modo repentino, come un’apparizione....
Chiunque abbia percorso almeno una volta la Statale 77 nei dintorni di Pale – frazione di Foligno, in Umbria – lo avrà sicuramente notato. Appare quasi all’improvviso, tra i massi ruvidi del Sasso di Pale, incastonato nella roccia: protetto da un anfratto naturale, l’Eremo di Santa Maria Giacobbe si svela in modo repentino, come un’apparizione. Sembra osservarti, in silenzio, da secoli. Nessun cartello appariscente, nessuna strada asfaltata che conduca fino alla soglia, solo un sentiero ripido e poco visibile, segnato da quattordici stazioni della Via Crucis.
Un luogo straordinario
È lì da almeno il 1295. È in quell’anno che compare per la prima volta in un censimento della Diocesi di Foligno. Allora come oggi, in modo discreto. Nessuno sembra voler pubblicizzare troppo la sua presenza, forse perché il fascino inquieto, la sua posizione remota e l’aura di santità da cui è circondato hanno sempre tenuto lontani i curiosi.
Salire all’Eremo è un’esperienza che ha poco a che vedere con il turismo da brochure. Dalla piazza del paese, si prende una stradina in salita che costeggia il monte, si cammina per
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