Il Mezzogiorno non è solo più povero, ma rischia di diventare anche spopolato. Anzi, lo è già, ma la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente da qui al 2080. L’ultimo rapporto Svimez sul Meridione evidenzia diversi aspetti critici, a partire dal minor numero di nascite a fronte di una speranza di vita più alta che rende l’Italia tra i Paesi più anziani al mondo. Con le migrazioni che hanno ampliato gli squilibri demografici tra Nord e Sud.
I migranti, infatti, vanno soprattutto al Nord, permettendo di ringiovanire la popolazione di quei territori. Al Mezzogiorno, invece, si perde una larga fetta di popolazione, soprattutto di giovani qualificati. Non un caso, considerando anche un mercato del lavoro molto vulnerabile: quasi quattro lavoratori su dieci hanno un impiego a termine e la precarietà li induce a lasciare il Sud.
La crisi del Mezzogiorno dal punto di vista economico
Partiamo dai dati economici, però. Il Pil nel Mezzogiorno è in aumento dello 0,4% nel 2023, con una crescita che è la metà del Centro-Nord (+0,8%) e un dato nazionale molto più alto (+0,7%). Ritorna,


