Il generale Masiello: dobbiamo cambiare la cultura militare
«Oggi bisogna prepararsi all’ipotesi peggiore. È un ritorno al passato, perché quando mi sono arruolato eravamo formati alla prospettiva di un conflitto totale. Oggi però ci vogliono militari diversi: le guerre attuali mettono in discussione lo stereotipo del militare come figura improntata alla rigidità». Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, a Repubblica spiega oggi che l’esercito italiano deve cambiare .«C’è bisogno di una capacità di adattamento che è in contrasto con i canoni dell’organizzazione gerarchica. E questo è il passo più difficile: cambiare la cultura dell’Esercito. Dobbiamo uscire dall’approccio degli ultimi venti anni che era quello dell’approntamento, ossia della preparazione in vista di una specifica missione in Libano o


