Guerra Iran – Gli Emirati Arabi pronti ad affiancare gli Usa per riaprire con forza lo Stretto di Hormuz

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TEHERAN – Il conflitto in Medio Oriente si allarga e rischia di assumere dimensioni sempre più globali. Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando ad affiancare gli Stati Uniti e altri alleati in un’eventuale operazione militare per riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico petrolifero mondiale. Una mossa che segnerebbe un passaggio cruciale, rendendo Abu Dhabi il primo Paese del Golfo a entrare direttamente nel conflitto dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani.

Sul piano diplomatico, intanto, si registrano tensioni senza precedenti tra Washington e i partner occidentali. Il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato apertamente della necessità di “riesaminare” il rapporto con la Nato al termine della guerra contro l’Iran, mettendo in discussione gli equilibri dell’alleanza atlantica.

Frizioni emergono anche nei rapporti con l’Italia. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato il diniego all’atterraggio di un velivolo militare statunitense presso la base di Sigonella, chiarendo che la decisione è stata presa nel rispetto degli accordi che regolano l’utilizzo della struttura. Da Palazzo Chigi si sottolinea comunque come i rapporti con Washington restino “solidi”, mentre il Pentagono ha ribadito che Roma continua a fornire supporto.

A rendere ancora più teso il quadro è intervenuto anche Donald Trump, che ha lanciato un duro messaggio agli alleati: “Imparate a difendervi da soli e andatevelo a prendere voi il petrolio a Hormuz”.

Nel frattempo, la situazione sul campo continua a deteriorarsi. Negli Emirati Arabi Uniti un cittadino del Bangladesh è morto colpito da schegge dopo l’intercettazione di un drone. In Israele si aggrava il bilancio degli attacchi iraniani, con almeno 25 feriti, tra cui due bambini in gravi condizioni.

Colpito anche il Libano, dove un raid israeliano nella periferia sud di Beirut ha danneggiato l’ambasciata cinese. A Teheran, invece, secondo i media iraniani, sarebbe stato preso di mira l’ex edificio dell’ambasciata statunitense. Il Qatar ha denunciato il lancio di tre missili da crociera da parte dell’Iran, uno dei quali avrebbe colpito una petroliera.

A Baghdad torna infine l’incubo dei sequestri, con una reporter statunitense rapita nelle ultime ore.

In questo scenario sempre più instabile, è atteso per la serata un “importante aggiornamento sull’Iran” da parte di Trump, mentre da Teheran arrivano nuovi segnali di sostegno ai gruppi alleati: Mojtaba Khamenei ha ribadito l’appoggio pieno a Hezbollah.

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