Mentre l’amministrazione Trump impone dazi che potrebbero rallentare la transizione verde domestica, il resto del mondo risponde con alleanze strategiche e investimenti nell’energia pulita, creando un paradossale effetto acceleratore sulla transizione energetica globale e possibili nuovi equilibri commerciali internazionali
Quella che doveva essere una doccia fredda per l’economia globale potrebbe trasformarsi in una pioggia benefica per il settore delle energie rinnovabili. I recenti dazi imposti dall’amministrazione Trump hanno indubbiamente scosso i mercati internazionali, colto di sorpresa le grandi banche d’investimento e messo a rischio i consumatori americani. Ma la risposta globale sta prendendo una direzione inaspettata: anziché piegarsi al protezionismo statunitense, i Paesi di tutto il mondo stanno formando nuove alleanze strategiche che potrebbero accelerare, non rallentare, la transizione energetica.
I dazi di Trump stanno spingendo i Paesi a fare investimenti strategici in settori dell’economia pulita, a diversificare il commercio dagli Stati Uniti e a costruire nuovi partenariati multilaterali, ha affermato Tim Sahay e Bentley Allan del Net Zero Industrial Policy Lab della Johns Hopkins University.
Questa reazione, paradossalmente, “potrebbe accelerare la transizione, riducendo al contempo la


