La manovra del capogruppo popolare Manfred Weber (e di Giorgia Meloni) è miseramente fallita. Le prove di una nuova maggioranza nel Parlamento Ue che sposi Ppe, Ecr (conservatori e riformisti) e Id (Identità e democrazia) su un tema molto rilevante delle politiche europee, quale il Green deal, o meglio l’affossamento, nell’ottica delle destre, del Green deal, sono finite male.
Weber è stato “tradito” da 21 dissidenti del suo partito che hanno votato in dissenso con la sua linea, permettendo al Parlamento europeo di approvare la legge sul ripristino degli habitat naturali con 336 sì, 300 no e 13 astenuti. Legge che stabilisce che ogni Paese debba dotarsi di un piano per il ripristino della natura negli ecosistemi sul suo territorio al fine di contribuire ad interventi che devono riguardare complessivamente almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell’Ue entro il 2030 e il 100% entro il 2050.
Green deal, sconfitte le destre
Per il commissario all’Economia Paolo Gentiloni il voto del Parlamento sulla legge è “una buona notizia e un risultato politico per la Commissione”. Ha esultato il vicepresidente


