Frosinone – Buona sanità: la storia di Elisa: dal rischio di morire alla ‘rinascita’. Il grazie della famiglia

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Nel novembre scorso un grave incidente stradale ha segnato profondamente la vita di Elisa, una giovane ventenne della provincia di Frosinone. Trasportata d’urgenza all’ospedale ‘Fabrizio Spaziani’ del Capoluogo, la ragazza è stata affidata alle cure dei reparti di Rianimazione, Chirurgia, Neurochirurgia e Malattie Infettive, affrontando un percorso clinico lungo e complesso, scandito da momenti di grande criticità.

“Per settimane – spiegano dalla Asl – Elisa ha lottato tra la vita e la morte. In più occasioni le équipe sanitarie sono intervenute con tempestività e competenza per stabilizzarla e garantirle le migliori possibilità di recupero. Un lavoro multidisciplinare che ha richiesto professionalità altamente specializzate, coordinamento costante e una presenza umana capace di sostenere anche la famiglia nei momenti più difficili. Oggi, a quattro mesi da quel drammatico evento, Elisa sta proseguendo il suo percorso di riabilitazione presso una struttura specializzata”.

La famiglia ha voluto esprimere pubblicamente la propria profonda gratitudine verso l’ASL Frosinone e verso tutti i professionisti che si sono presi cura della giovane con dedizione e sensibilità. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al dottor Fabrizio Apponi, direttore della UOC Rianimazione, e al dottor Giancarlo D’Andrea, primario della Neurochirurgia, insieme alle loro équipe, agli infermieri e a tutto il personale dei reparti coinvolti. Nelle parole della famiglia emerge non solo il riconoscimento per l’elevata qualità delle cure, ma anche per la straordinaria umanità dimostrata in ogni fase della degenza: “Il vostro lavoro – scrivono – non è stato soltanto cura sanitaria: per noi ha significato la possibilità concreta di riabbracciare la nostra Elisa”

“Le parole di questa famiglia – dichiara l’Azienda sanitaria frusinate – ci ricordano il valore profondo del lavoro svolto ogni giorno nei nostri reparti. Dietro ogni intervento, ogni turno, ogni scelta clinica c’è l’impegno di donne e uomini che mettono al centro la persona, unendo competenza e umanità. Sapere che Elisa sta continuando il suo percorso di recupero è motivo di grande soddisfazione per tutta la nostra comunità professionale”.

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