Il giorno è arrivato. Scadevano i termini, l’Italia s’è presa tutto il tempo possibile per redigere il dossier illustrativo ed esplicativo su ben 14 stadi ufficialmente candidati per ospitare Euro 2032. Una lista lunga, completa e dettagliata. Già, ma soprattutto più lunga di quella definitiva che ne dovrà presentar soltanto cinque, gli impianti finali destinati alla kermesse europea che l’Italia organizzerà a braccetto con la Turchia. Le norme Uefa, in caso di organizzazione su due paesi, sono chiarissime: cinque sedi da una parte, cinque dall’altra.
Il Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, anni fa nominimò un commissario appositamente scelto per elaborare tal dossier, tra impianti finiti, quelli in riqualificazione, taluni ancora da realizzare. Parliamo di Massimo Sessa, che oggi ha provveduto ufficialmente ad inviare all’Uefa il dossier: spetterà adesso al massimo organo calcistico continentale suggerire i cinque definitivi.
Ci sono le città più importanti, e non sarebbe potuto essere altrimenti. Da Torino a Milano, per il nuovo San Siro, fino chiaramente a Roma, che presenta non solo l’Olimpico, bensì il progetto di Pietralata stesso. Firenze e Napoli in riqualificazione, tra Franchi e Maradona; presente il sud, tra Bari e Lecce ma soprattutto Palermo, non c’è Udine (e sorprende) ma c’è Genova, Cagliari e pure Salerno. 14 impianti per 5 finali, spetterà all’Uefa decretare le finali terre promesse.

