Se n’è andato due giorni dopo il quarantacinquesimo anniversario del suo golpe, fallito. Antonio Tejero Molina è morto proprio nelle ore in cui la Spagna ha declassificato i documenti relativi al tentato colpo di Stato del 23 febbraio 1981. Il colonnello della Guardia Civile che quel giorno con la pistola in mano fece irruzione nell’aula del Congreso de los Diputatos per tentare, insieme ad altri nostalgici del franchismo, un golpe contro la transizione democratica spagnola, è morto dopo una lunga malattia. Aveva 93 anni.
Tejero, insieme a 200 membri della Guardia Civile, tenne in ostaggio per 18 ore i deputati riuniti per la sessione di investitura del governo guidato da Leopoldo Calvo-Sotelo. L’assedio finì solo quando il re Juan Carlos fece un discorso alla nazione affermando che non avrebbe tollerato nessun tentativo di interrompere il processo democratico avviato in Spagna sei anni prima. Giudicato insieme ad altre 32 persone, Tejero fu poi condannato a 30 anni come uno dei principali istigatori del colpo di Stato.
Nel 1993 aveva ottenuto la semilibertà e poi nel 1996 era stato scarcerato con la
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