• 19 Gennaio 2022
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Dal rapporto Oxfam: è pandemia sociale globale

Dal rapporto Oxfam: è pandemia sociale globale

Oxfam (confederazione internazionale di Ong) in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos, ha pubblicato oggi il rapporto “La pandemia della disuguaglianza”.

Il rapporto ci dice che tra marzo del 2020 e novembre del 2021, i 10 uomini più ricchi del mondo hanno raddoppiato i loro patrimoni da 700 a 1.500 miliardi di dollari: Elon Musk, Jeff Bezos, Bernard Arnault e la sua famiglia, Bill Gates, Larry Ellison, Larry Page, Sergey Brin, Mark Zuckerberg, Steve Ballmer e Warren Buffet.

Gabriela Bucher, direttrice di Oxfam International spiega: “Le banche centrali hanno pompato miliardi di dollari nei mercati finanziari per salvare l’economia, ma gran parte di queste risorse sono finite nelle tasche dei miliardari che cavalcano il boom del mercato azionario[…]

Alcuni settori hanno beneficiato della crisi con conseguenze avverse per troppi, come nel caso del settore farmaceutico, fondamentale nella lotta alla pandemia, ma succube alla logica del profitto e restio alla sospensione temporanea dei brevetti e alla condivisione di know how e tecnologie necessarie per aumentare la produzione di vaccini Covid e salvare vite anche nei contesti più vulnerabili del pianeta.”.

Nello stesso periodo, 160 milioni di persone sono sprofondate nella povertà assoluta. È il virus della disuguaglianza, non solo quello della pandemia, a devastare la vita di così tante persone.

Ogni 4 secondi una persona muore per mancanza di accesso alle cure, per gli impatti della crisi climatica, per la fame e per violenza di genere.

Le donne che hanno subito gli impatti economici più duri della pandemia hanno perso circa 800 miliardi di dollari di redditi nel 2020 e stanno affrontando un aumento significativo del lavoro di cura non retribuito, che ancora oggi ricade prevalentemente su di loro.

E, sempre secondo il rapporto Oxfam, l’Italia non fa eccezione. Nel primo anno di convivenza con il coronavirus, è enormemente cresciuta la concentrazione della ricchezza mentre oltre un milione di individui e 400.000 famiglie sono sprofondati nella povertà. La quota di ricchezza detenuta dall’1% più ricco della popolazione supera oggi di oltre 50 volte quella detenuta dal 20% più povero.

Tra marzo 2020 e novembre 2021 il numero dei miliardari italiani è aumentato di 13 unità e il valore aggregato dei patrimoni dei super-ricchi è cresciuto del 56%, toccando quota 185 miliardi di euro. I 40 miliardari italiani più ricchi posseggono oggi l’equivalente della ricchezza netta del 30% degli italiani più poveri, corrispondente a 18 milioni di persone adulte.

Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, nel mondo, ogni 26 ore un nuovo miliardario si è unito ad una élite composta da oltre 2.600 super-ricchi le cui fortune sono aumentate di ben 5 mila miliardi di dollari, in termini reali, tra marzo 2020 e novembre 2021.

Ai vecchi Paperoni si sono aggiunti alcuni produttori di vaccini, denuncia Oxfam, che già a luglio 2021 aveva parlato di “The great vaccine robbery”: i monopoli detenuti da Pfizer, Biontech e Moderna hanno permesso loro di realizzare utili per 1.000 dollari al secondo e hanno creato 5 nuove realtà miliardarie.

Secondo Oxfam è la stessa disuguaglianza che sta contribuendo a prolungare il corso della pandemia. Nel frattempo, infatti, solo meno dell’1% dei loro vaccini ha raggiunto le persone nei Paesi a basso reddito.

Come non ricordare, in proposito, che i Paesi aderenti al WTO , a marzo del 2021, dissero no alla richiesta di sessantasette organizzazioni che avevano firmato una lettera aperta a Mario Draghi perché sostenessero la sospensione chiesta da India e Sudafrica, che a causa dei brevetti non possono produrre le dosi su larga scala?

Una pressante richiesta di deroga sui brevetti per la produzione di vaccini contro il covid che proveniva proprio dai due paesi in cui, successivamente, si sono sviluppate le due varianti del covid – delta ed omicron – che hanno sparigliato le carte e fatto impennare di nuovo la curve dei contagi, dei ricoveri e dei decessi, nei mesi successivi. I più ferocemente contrari alla deroga furono gli Usa, il Regno Unito e la Commissione UE.

Sulla stessa posizione si schierarono i 27 Stati membri, Italia compresa.

Fonte: Contropiano.org

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