• 20 Settembre 2022
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Cris

Cris

DISCLAIMER

Lorenzo, il protagonista, nel giro di poche pagine dal ritmo serrato, fugge dalla sua famiglia per provare a capire chi è e chi desidera essere, scegliendo un nuovo nome: Cris. E immediatamente “si rende conto che non sorrideva da tempo. Non i sorrisi tesi che fa ogni giorno per  confermare al mondo che ha tutto quello che si possa desiderare, e nemmeno i ghignetti sexy studiati per le foto. No, un sorriso vero, che gli passa dal cuore alla faccia al cervello in uno zum di energia. L’azzurro lo invade. Gli sembra di essere tutto azzurro adesso, come il cielo che ha sopra di sé”
L’immagine di copertina è di Hilde Atalanta, illustratrice e pittrice che vive ad Amsterdam esplorando artisticamente temi come identità di genere, sessualità e inclusione. Manuela Salvi deve aver pensato, nel vedere questa sua opera, che raffigurasse perfettamente l’emersione di Cris dalla gabbia in cui si era ingessato Lorenzo, diciannove anni vissuti con la sorella più piccola all’ombra di una madre onnipresente e di un padre trasparente. Il volto di Lorenzo compare, infatti, in secondo piano rispetto a una pennellata corposa e scura che in sé trattiene la luce e l’ombra, rendendo tutto possibile.
Che operazione compie l’autrice?
Contrappone la ricerca personale del protagonista alla rappresentazione sociale che lo sovrastava. A tratti l’autrice ricorre al grottesco per marcare la dimensione asfittica della famiglia “bene”. Non si tratta di una tipica famiglia italiana, ma piuttosto dello scarto tra i sogni di una generazione cresciuta rivendicando i suoi spazi e che ha poi finito per erodere drammaticamente quelli dei figli: una sorta di fallimento collettivo che l’antropologo David Lancy ha analizzato individuando 45 consuetudini educative dei paesi occidentali ricchi che non trovano riscontro in popolazioni in cui i rapporti genitori-figli

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