Avere un immobile in cui non si abita, per i proprietari può essere un vantaggio perché è possibile affittarlo e ottenere un’entrata fissa mensile. Nel momento in cui si stipula un contratto il locatore può scegliere il regime fiscale da adottare. Accanto a quello ordinario composto da imposta di registro, marche da bollo, addizionali e Irpef, c’è quello della cedolare secca che sostituisce tutte queste imposte. Ma come funziona e in cosa consiste la cedolare secca?
Quando utilizzare la cedolare secca e chi ne ha diritto
Il regime fiscale alternativo può essere utilizzato dal proprietario o da chi ne ha l’usufrutto, solo su immobili che non sono destinati ad attività imprenditoriali. Questo vuol dire che il contratto con cedolare secca deve essere rivolto a persone fisiche e non alle imprese perché l’immobile deve essere destinato ad uso abitativo. Inoltre, l’edificio deve rientrare nelle categorie che vanno dalla A/1 alla A/11 (tranne l’A/10 che riguarda gli uffici e gli studi privati) e vale anche per le cosiddette pertinenze all’abitazione come box, cantine, posti auto, solo se menzionati nel contratto. L’unica eccezione è rappresentata dai contratti stipulati nel 2019 in cui la


