Società

La signora ci offre il crack: on the road nell’America di Trump. Millennium Live con Arianna Bonucci e Max Papeschi

Giovedì 5 febbraio alle 12 torna Millennium Live, Mario Portanova presenta “La signora ci offre il crack: on the road nell’America di Trump” con Arianna Bonucci & Max Papeschi L'articolo La signora ci offre il crack: on the road nell’America di Trump. Millennium Live con Arianna Bonucci e Max Papeschi proviene da Il Fatto Quotidiano.

L’opposizione batte un colpo sulle pensioni: con la mozione di Pd, M5S e Avs torna una vera competizione politica sulla previdenza

L’opposizione ha (finalmente) battuto un colpo sulle pensioni. La mozione unitaria presentata alla Camera da Avs-Pd-M5S non ha solo puntato i riflettori sull’ennesimo tradimento delle promesse elettorali da parte del governo di Giorgia Meloni (flessibilità in uscita, superamento della legge Fornero con “Quota 41”, innalzamento pensioni minime/sociali, pensione di vecchiaia per le donne a 63 […] L'articolo L’opposizione batte un colpo sulle pensioni: con la mozione di Pd, M5S e Avs torna una vera competizione politica sulla previdenza proviene da Il Fatto Quotidiano.

Lo scambio di favori tra professori universitari? È corruzione. La sentenza di Perugia: una condanna e quattro a processo

Forse qualcosa è cambiato e la decennale piaga dei concorsi pilotati in ambito universitario comincia a essere giudicata come avrebbe dovuto essere. Nelle aule dove le sentenza per abuso d’ufficio si sono dissolte insieme alla norma che cancellava il reato, ne sono arrivate altre. Due quasi in contemporanea, a Perugia e Catania, ne sono la […] L'articolo Lo scambio di favori tra professori universitari? È corruzione. La sentenza di Perugia: una condanna e quattro a processo proviene da Il Fatto Quotidiano.

Scarpe ortopediche a titolo gratuito per i disabili, il Piemonte vota no: e i genitori di una bimba pagano fino a 800 euro

No alle scarpe ortopediche di serie a titolo gratuito alle persone con disabilità motoria aventi diritto. È quanto ha votato il Consiglio regionale del Piemonte che ha respinto il 30 gennaio l’ordine del giorno presentato dalla consigliera di Alleanza Verdi Sinistra, Valentina Cera, che chiedeva di garantire a costo zero per le famiglie la fornitura […] L'articolo Scarpe ortopediche a titolo gratuito per i disabili, il Piemonte vota no: e i genitori di una bimba pagano fino a 800 euro proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Farmaco a base di vitamina D contro l’osteoporosi ritirato dall’Aifa: i lotti a cui fare attenzione

La vitamina D è fondamentale per il benessere del nostro organismo ed avere una carenza, soprattutto ad una certa età, non è cosa rara. Ecco perché vengono spesso prescritti integratori per sopperire a livelli di vitamina D non ottimali ma anche, in casi specifici, veri e propri farmaci che la contengono. Tra questi vi sono...

Qual è il segreto del vestito spray di Bella Hadid e perché potrebbe rivoluzionare la moda in chiave sostenibile

È il brand più chiacchierato della Paris Fashion Week, complici uno spray e una supermodella. D’altronde, se Coperni si chiama così, ispirandosi liberamente a Copernico, è proprio perché vuol fare di idee rivoluzionarie la sua missione. E l’ha centrata in pieno, questa volta, alla Salle des Textiles del Musée des Arts et Métiers di Parigi,...

L’app di questa under 30 ti consiglia cosa indossare tramite un sistema di intelligenza artificiale

Articolo tratto dal numero di settembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati! Potrebbe essere il nome di un’amica, Gaia. E invece è quello di un’app che, attraverso un innovativo sistema di intelligenza artificiale, riesce a consigliare l’outfit migliore basandosi sullo stile dell’utente. L’idea è venuta in mente ad Arianna Pozzi, classe 2003, che racconta di averci pensato traendo spunto dalla quotidianità: “Da appassionata di moda ho sempre consigliato le mie amiche nella scelta dell’abito. In base alla mia esperienza, poi, ho realizzato quanto fosse complicato scegliere il look giusto, soprattutto perché non esisteva niente che permettesse di ricevere consigli in modo personalizzato”. A soli 15 anni, nel 2018, Arianna ha creato Gaia my friend, coniugando la passione per la moda con quella per la tecnologia. A credere in lei, oltre alla famiglia, l’incubatore Enry’s Island, che ha scommesso nella sua idea, e la borsa di studio Startup University, rivolta a startup in fase pre-seed, grazie alla quale ha sviluppato il business plan. Oltre allo stile, l’app prende in considerazione anche le emozioni dell’utente, stabilendo una relazione basata sull’empatia: insomma, una macchina che decodifica i sentimenti, consigliando sia capi che l’utente ha caricato nel suo armadio virtuale, sia modelli che possono essere acquistati tramite l’app. La piattaforma è dotata infatti di otto tipi di emozioni: felice, triste, sicuro, insicuro, arrabbiato, aggressivo, romantico e calmo. Prima di suggerirti cosa indossare, ti chiede come stai e, in base all’umore, suggerisce l’outfit più adeguato. Di robot ‘sensibili’ si parla ultimamente più spesso. E il caso della macchina senziente di Google ha aperto la strada a nuovi interrogativi: l’AI potrebbe mai sostituire l’uomo? Arianna ha le idee chiare. “Non credo. Certo, con il passare del tempo l’intelligenza artificiale diventerà sempre più precisa e il confine tra naturale e artificiale sarà molto sottile. Non penso, però, che prenderà il nostro posto. Sono anzi fiduciosa possa diventare un ottimo supporto per la vita quotidiana”. Dopo una prima presentazione, il passaparola ha permesso ad Arianna di realizzare la sua idea. E stringere in poco tempo accordi con realtà del lusso quali Yoox, Coltorti, Stradivarius ed Endelea, che permettono l’acquisto dei propri capi direttamente dall’app. “L’utente, poi, può condividere i propri outfit all’interno della piattaforma e votare quelli della community”, spiega Arianna. Visto il successo, i finanziamenti non sono tardati. Prima una campagna di crowdfunding su Back To Work, poi la vittoria di un bando di Lazio Innova nel 2021. “Oggi il team di Gaia conta otto persone, anche se, in base alle necessità, ci affidiamo a consulenti esterni. Lavoriamo tutti da remoto e organizziamo call di allineamento almeno una volta a settimana, ma ci sentiamo spesso anche su WhatsApp”. Intanto, oltre che a potenziare il numero degli utenti della piattaforma, Arianna mira all’espansione globale e all’implementazione di nuove funzionalità legate all’AI. “Un altro aspetto fortemente legato al mio business è la sostenibilità”, conclude. “E questo sia perché, grazie alla funzionalità della richiesta dell’outfit, cerchiamo di educare l’utente al riutilizzo di un capo, sia per i brand green che proponiamo attraverso la piattaforma, tra cui molti del mercato di seconda mano. Inoltre, sempre nel campo della sostenibilità abbiamo rilasciato la nostra collezione di prodotti realizzata in collaborazione con Upupa & Colibrì”. L’articolo L’app di questa under 30 ti consiglia cosa indossare tramite un sistema di intelligenza artificiale è tratto da Forbes Italia.

Cybersecurity: cosa sono integrità e autenticità delle informazioni e come ottenerle

Informazioni fedeli alle originali: l’integrità è sempre desiderata ma poco espressamente richiesta. Ancor meno l’autenticità, cioè l’integrità per tutto il ciclo di vita dell’informazione. Ecco come funzionano le diverse garanzie per un approccio security by design L'articolo Cybersecurity: cosa sono integrità e autenticità delle informazioni e come ottenerle proviene da Agenda Digitale.

Oltre le echo-chambers: così i corpi intermedi possono ripensarsi nel metaverso

L’IA nei social si traduce nelle echo-chambers, le camere dell’eco in cui sono ammesse solo informazioni affini alle proprie convinzioni. I corpi intermedi sono quindi chiamati a ripartire da saggezza e cultura, on e offline, per nuove rappresentazioni nella società 3.0: i dettagli L'articolo Oltre le echo-chambers: così i corpi intermedi possono ripensarsi nel metaverso proviene da Agenda Digitale.

La nuova vita (privata) di Hubble, il più famoso dei telescopi spaziali

Anche ora che l’attenzione è concentrata sul più grande successore (James Webb Space Telescope, o Jwst), il telescopio spaziale Hubble (o Hst) continua a fornire dati di eccellente qualità. Dopo 32 anni di onorato servizio in orbita, Hst è un veterano dello spazio. Tuttavia non è affatto uno strumento superato, perché era stato progettato in modo da essere raggiunto dallo Space Shuttle per sessioni di manutenzione e aggiornamento degli strumenti. È successo cinque volte - nel 1993, 1997, 1999, 2002 e 2009 - quando il telescopio è stato “catturato” dal braccio robotico che lo ha sistemato sopra la baia di carico della navetta spaziale per permettere agli astronauti di effettuare lunghe e difficili attività extraveicolari e cambiare, di volta in volta, gli strumenti, sostituire i giroscopi difettosi che non permettevano più il corretto puntamento del telescopio, montare nuovi pannelli solari e sostituire schede di elettronica e parti del computer di bordo. Particolarmente critica l’ultima missione del 2009, prevista diversi anni prima ma cancellata a causa del dramma dello shuttle Columbia, andato distrutto nel corso della manovra di rientro il primo febbraio del 2003. Visto che Hubble descrive un’orbita con una inclinazione molto diversa da quella della Stazione spaziale internazionale, nel caso si fossero verificati dei problemi con le piastrelle di protezione termica (che erano colpevoli dell’incidente), gli astronauti non avrebbero potuto fare affidamento sull’ospitalità della Iss. L’idea di abbondonare Hubble al suo destino, però, aveva scatenato le proteste del pubblico, tanto che la Nasa dovette tornare sulla sua decisione. Anche gli astronauti, pur consapevoli del pericolo, avevano insistito per partecipare alla missione dell’ultima manutenzione in orbita di Hst, effettuata con lo shuttle Atlantis. La Nasa aveva però deciso di avere la navetta Endeavour pronta sulla seconda rampa di lancio, in caso ci fosse stato bisogno di una missione per aiutare l’equipaggio in difficoltà. È stata una delle rarissime occasioni nelle quali si sono visti insieme due Space Shuttle. Per fortuna tutto andò per il meglio e quella dei due shuttle sulla rampa di lancio è rimasta solo una bella foto ricordo. Dopo ogni missione di riparazione orbitale, lo Shuttle, al quale era ancora attaccato Hubble Space Telescope, accendeva i motori e provvedeva ad alzare di qualche decina di chilometri l’orbita del telescopio. È una operazione effettuata per “allungare” la vita operativa del telescopio, che a poco più di 500 chilometri di quota è soggetto a un fisiologico abbassamento dell’orbita a causa dell’attività del Sole. Dal momento che una eccessiva perdita di quota metterebbe in pericolo il telescopio, la spinta dello Shuttle era il regalo di addio prima di lasciare la presa e liberarlo. Dopo 13 anni dall’ultima visita, Hst è ancora in ottima forma e continua a fornire immagini mozzafiato. Ha puntato (e seguito) in scioltezza l’asteroide Dimorphos, per registrare i postumi dell’impatto della missione Dart. Con il veterano, si è cimentato anche il giovanissimo James Webb, la cui squadra non ha l’esperienza di quella di Hubble e ha fatto molto più fatica a seguire il moto dell’asteroide. [caption id="attachment_154271" align="alignnone" width="800"] Le immagini di Dimorphos raccolte da Hubble e James Webb Space Telescope[/caption] I loro dati saranno preziosi per capire la dinamica e le conseguenze dell’impatto, ma i due strumenti collaborano in modo sistematico perché operano a lunghezze d’onda diverse e le loro immagini forniscono visioni differenti degli stessi oggetti. L’inizio delle operazioni di Jwst, invece di mandare in pensione Hst, ha dimostrato la grande utilità dei dati raccolti dal vecchio strumento. È emersa quindi la preoccupazione di assicurare lunga vita orbitale ad Hubble, iniziando con il considerare come si potesse intervenire per alzare la sua orbita che, dopo l’ultima spinta che lo aveva posizionato a 560 chilometri, è scesa di 30. Niente di preoccupante, per il momento: il telescopio è ancora a una quota sicura, ma, se si vuole continuare a usarlo, prima o poi occorrerà porsi il problema. Motivo per cui, visto che la Nasa non ha più la capacità di raggiungere il telescopio mentre descrive la sua orbita, ecco farsi avanti Elon Musk con il suo cliente miliardario Jared Isaacman che, dopo la missione “Inspiration4” del settembre 2021, vuole tornare nello spazio con la missione “Polaris Dawn” durante la quale ha l’ambizione di diventare il primo astronauta privato a fare attività extraveicolare. Poi, visto che l’appetito vien mangiando, non gli dispiacerebbe dedicare la seconda missione del programma “Polaris” alla cattura di Hubble per alzarne l’orbita e, magari, fare anche qualche lavoretto di manutenzione. Per aggrapparsi al telescopio potrebbero utilizzare il Soft Capture and Rendezvous System, una struttura circolare che era stata aggiunta nel corso dell’ultima visita per facilitare la “presa” dello strumento. [caption id="attachment_154273" align="alignnone" width="800"] foto del Soft Capture and Randezvous System installato nel 2009, nel corso dell’ultima visita ad HST[/caption] Lo scopo del cerchio metallico era legato alla procedura pensata per il rientro di Hst, una volta che avesse finito la sua attività in orbita. Nei piani originali, infatti, Hubble, conclusa la sua missione, sarebbe dovuto tornare a terra all’interno della baia di carico dello Shuttle per essere poi esposto in un museo. Tuttavia, sapendo che il programma Shuttle sarebbe terminato poco dopo l’ultima visita al telescopio, la Nasa aveva immaginato di sviluppare una missione robotica in grado di afferrare lo strumento per poi farlo deorbitare in modo sicuro e controllato. Il sistema di Soft Capture non era pensato per prolungare la vita del telescopio, ma nulla vieta di considerare questa eventualità. In omaggio alla nuova strategia basata su partnership pubblico-privato, l’agenzia spaziale statunitense si è dichiarata disponibile a collaborare con gli ingegneri di SpaceX, che dovrebbero apportare alcune modifiche alla capsula Crew Dragon per permetterle di afferrare Hst (che è grande come un autobus). Il che, bene precisarlo, senza che la Nasa abbia previsto alcun investimento per svolgere lo studio di fattibilità. A chi gli dice che è un’idea insensata, Thomas Zurbuchen, amministratore associato per la scienza, risponde  “We’re working on crazy ideas all the time. Frankly, that’s what we are supposed to do” (lavoriamo sempre allo sviluppo di idee folli. Francamente, questo è quello che ci viene chiesto di fare). Considerando che ogni missione di refurbishing di Hst è costata circa un miliardo di dollari (tra Shuttle e nuova strumentazione), se un facoltoso privato volesse dare una spinta a Hst a costo zero, è probabile la Nasa ne sia solo contenta.  Ovviamente dovranno essere sicuri che la manovra non rischi di distruggere l’iconico telescopio, ma gli studi di fattibilità si fanno per questo. L’articolo La nuova vita (privata) di Hubble, il più famoso dei telescopi spaziali è tratto da Forbes Italia.

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Gli allestimenti in Duomo e i passanti ancora un po’ spaesati: così Milano prova a scaldarsi per le Olimpiadi | Video

Nonostante il megastore, i grandi annunci e le indicazioni nei corridoi della metro, in città non si sente ancora l’attesa delle grandi occasioni: tra pochi giorni, il 6 febbraio, cominciano le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Che sia con la linea gialla o la rossa, una volta raggiunta Piazza del Duomo con i mezzi – […] L'articolo Gli allestimenti in Duomo e i passanti ancora un po’ spaesati: così Milano prova a scaldarsi per le Olimpiadi | Video proviene da Il Fatto Quotidiano.