Cassino – Stellantis, non ci sono piani di rilancio pronti: sindacati e lavoratori in forte allarme

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Brutte notizie per lo stabilimento automobilistico Stellantis di Cassino-Piedimonte San Germano. Il futuro della fabbrica si fa sempre più buio. Domani, giovedì 21 maggio, era il giorno più atteso: il capo dell’azienda (il CEO) Antonio Filosa doveva annunciare il nuovo piano di rilancio. Invece, stando a quanto trapela con sempre maggiore insistenza, non ci sarà nessuna svolta per il territorio del Basso Lazio.

Le voci degli ultimi giorni sono confermate: i vertici del gruppo si presenteranno all’appuntamento senza un vero progetto pronto per Cassino. Per i lavoratori si tratta di una terribile doccia fredda che allunga un periodo di forte ansia. La situazione è ancora più amara se si guarda ad altri impianti italiani: Pomigliano d’Arco ha già un futuro sicuro grazie al progetto “E-Car” (una serie di utilitarie elettriche da 15.000 euro in arrivo nel 2028), mentre vicino all’Abbazia di Montecassino si naviga nel vuoto totale.

Tutti i sindacati dei lavoratori sono uniti nella protesta ma sono anche molto pessimisti. In un comunicato scritto insieme, hanno spiegato che la direzione di Stellantis ha già detto chiaramente di non essere pronta a presentare un piano operativo per Cassino. L’unica nota meno negativa arriva dalle parole di Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim-Cisl, il quale ha riferito che l’azienda dice di essere comunque al lavoro per trovare soluzioni che salvino la produzione e i posti di lavoro dei lavoratori ciociari.

Nel frattempo, il dramma del lavoro a Piedimonte San Germano è finito al centro della politica. Ieri si è tenuta una riunione straordinaria del Consiglio Regionale del Lazio, alla Pisana, per discutere proprio della crisi dell’auto. Durante l’incontro gli animi si sono scaldati. L’attacco più duro è arrivato da Alessio D’Amato, capogruppo del partito Azione in Regione, che ha affermato: “Lo stabilimento ha lavorato solo 17 giorni dall’inizio dell’anno, questo significa semplicemente che è morto”. Alla fine della discussione, il Consiglio ha approvato all’unanimità un documento d’impegno (un ordine del giorno) per difendere la fabbrica.

I politici della Regione Lazio hanno espresso forte preoccupazione: Roberta Angelilli (vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione) si è detta molto soddisfatta per il voto unito di tutti i partiti a difesa dello stabilimento. Ha spiegato che questo testo forte serve a tutelare gli operai, le ditte esterne dell’indotto e tutta l’economia della provincia di Frosinone e del Basso Lazio.

  • Daniele Maura (consigliere regionale della maggioranza) ha confermato che le ultime notizie sono allarmanti per il futuro del sito di Cassino. Ha concluso dicendo che è ora di pretendere risposte concrete da Stellantis: “Non si può più rimandare il piano industriale per Piedimonte San Germano, soprattutto mentre altri stabilimenti in Italia sanno già quali auto produrre, quanti soldi riceveranno e che futuro avranno”.

    Sara Battisti, consigliere regionale di minoranza, ha affermato: “L’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno presentato da me e dal consigliere Maura sulla crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino rappresenta un segnale importante che il Consiglio regionale del Lazio ha voluto dare su una vertenza delicata e strategica per l’intero territorio. È un risultato significativo, dopo un grande lavoro di sintesi e dopo che sono state accolte tutte le proposte che avevamo avanzato dopo aver lavorato in modo condiviso e costante con le sigle sindacali per costruire un documento concreto e utile ai lavoratori e all’indotto”.

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