BOLOGNA – Una truffa orchestrata all’interno di un negozio di elettronica di Bologna è stata sventata grazie all’intervento di un agente della Polizia di Stato libero dal servizio.
L’episodio è avvenuto nella giornata del 10 maggio in un punto vendita di via del Terrapieno, dove il poliziotto, presente per motivi personali, ha notato il comportamento sospetto di due donne di nazionalità rumena, di 26 e 24 anni.
Le due, fingendosi non udenti attraverso gesti e versi monosillabici, cercavano di impietosire i clienti mostrando una presunta raccolta firme destinata all’apertura di un centro internazionale per bambini poveri e disabili.
Con questo stratagemma sarebbero riuscite a raggirare due uomini, cognati tra loro, convincendoli a consegnare del denaro. Dopo aver rifiutato un’offerta iniziale di 5 euro, indicando polemicamente 20 euro come “quota minima”, le donne sarebbero riuscite a ottenere una banconota da 50 euro.
L’agente, dopo aver osservato la scena e aver sentito le due parlare normalmente tra loro una volta allontanatesi dalle vittime, è intervenuto qualificandosi come appartenente alla Polizia di Stato.
Secondo quanto ricostruito, le due avrebbero inizialmente tentato di opporsi ai controlli e di nascondere documenti e materiale utilizzato per il raggiro, ma sono state successivamente identificate e accompagnate in Questura con il supporto della Squadra Volante.
Dagli accertamenti è emerso che entrambe avevano numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e risultavano destinatarie di un divieto di ritorno nel Comune di Rovigo emesso nel marzo 2026.
La somma sottratta è stata restituita ai legittimi proprietari, mentre le due donne sono state deferite in stato di libertà all’Autorità giudiziaria con l’accusa di truffa in concorso.


