Un incendio è divampato presso la raffineria Viva Energy di Geelong, in Australia, in una fase critica per il mercato energetico globale, già scosso dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Le fiamme, originate da un guasto tecnico, sono state domate nelle prime ore di stamane. Secondo i vigili del fuoco, l’incidente non ha compromesso nell’immediato la produzione di diesel e benzina, scongiurando un impatto diretto sulle scorte nazionali.
Tuttavia, il Ministro dell’Energia Chris Bowen ha mantenuto un profilo prudente: è ancora prematuro quantificare i danni a lungo termine o escludere rallentamenti produttivi nei prossimi giorni. L’episodio riaccende il dibattito sulla vulnerabilità australiana. Il Paese importa oltre l’80% del carburante raffinato, principalmente dal Sud-est asiatico. Poiché gran parte del greggio di base transita per lo Stretto di Hormuz, l’Australia resta estremamente esposta alle fluttuazioni dei mercati internazionali. In questo scenario di estrema fragilità, anche un guasto locale in uno dei pochi impianti attivi sul territorio può trasformarsi in una minaccia concreta per la sicurezza energetica nazionale.



