Mentre la diplomazia cerca nuovi varchi, l’orrore della guerra torna a colpire i centri urbani ucraini. Una massiccia ondata di missili e droni russi si è abbattuta nella notte su Odessa, Dnipro e Kiev, provocando almeno 15 vittime e oltre cento feriti. Tra i morti si registra anche un bambino di 12 anni nella capitale. Gli attacchi segnano la fine della fragile tregua legata alla Pasqua ortodossa, riaccendendo l’emergenza umanitaria.
L’offensiva giunge poche ore dopo la missione del presidente Volodymyr Zelensky a Roma. Ricevuto dal Presidente Mattarella e dalla Premier Meloni, il leader ucraino ha ottenuto la conferma del pieno sostegno italiano, sia politico che militare. Proprio dopo gli ultimi raid, Zelensky è tornato a incalzare gli alleati internazionali: il suo appello punta sulla tempestività degli aiuti e sulla necessità di mantenere massima la pressione economica e diplomatica sul Cremlino.
Sull’altro fronte, fonti russe segnalano un attacco di droni ucraini contro il porto strategico di Tuapse, sul Mar Nero. L’operazione avrebbe causato un vasto incendio e, secondo Mosca, la morte di due bambini. La reciproca escalation di violenza allontana, al momento, ogni ipotesi di dialogo, confermando una fase del conflitto estremamente sanguinosa.
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