Tra gli aspetti più risaltanti delle parole di Gasperini nella conferenza stampa post vittoria per 4-0 sulla Fiorentina di lunedì sera, c’è senz’altro una serie di complimenti non indifferenti a difesa del gruppo storico giallorosso di questi anni, accompagnati da frasi piuttosto rilevanti come: “Non mollano mai, si prendono sempre le loro responsabilità, non si nascondono mai”.
Sono giorni non soltanto di ritrovato ciel sereno a Trigoria, dunque. Gasp non solo s’è lasciato quel tumultuoso aprile alle spalle che ha portato alla dipartita di Ranieri e quella ormai imminente di Massara, bensì ha fatto vedere al popolo dell’Olimpico tracce importanti del suo calcio: una Fiorentina letteralmente schiantata, divorata, sì, ma con massima espressione estetica gasperiniana. Tra braccetti e quinti che entrano o si sovrappongo, pressing feroce e fraseggio rapido: è stato grande spettacolo, a tratti lezione di calcio totale, quella luce e direzione che finalmente il tifoso inizia effettivamente ad intravedere. Ed applaude, eccome.
Ecco che sono i giorni migliori per Gasp a Roma, dunque. Nel duello con la dirigenza, la proprietà ha scelto lui. E continuerà a scegliere lui. Cercherà di soddisfare ogni sua richiesta, che adesso torna a vertere invece sul capitolo in apertura d’articolo: l’importanza del blocco storico, difeso e protetto da Gasperini. “Se fosse stato aiutato di più, questo gruppo avrebbe potuto lottar per qualcosa di ancor più grande” rilancerà ancora Gasp, con ulteriore ed ennesima frecciata alla dirigenza 25/26. Che cambierà, perché come noto arriverà al posto di Massara un nuovo DS, suggerito dal tecnico.
Solo che tanta parte del blocco storico è in scadenza. Se è già tutto fatto per i rinnovi di Mancini e Cristante, discorso diverso verte su Celik ed El Shaarawy. Quelli che il tecnico vuol tener di più: il Faraone ha giocato poco ma a 33 primavere prezioso per il gruppo potrebbe restar un’altra stagione, mentre su Celik c’è concorrenza ed il suo entourage ambisce all’ultimo grande contratto della carriera del turco. Elemento che con Gasp, però, ha evidentemente espresso la miglior versione di sè: ecco perchè, polivalente tatticamente, resta pedina preziosa. Più complesso il discorso su Pellegrini e Dybala: i due nodi forse più grandi, ma a questo punto se ne parlerà soltanto a fine stagione. Sarebbe senz’altro rinnovo a ribasso, le loro volontà come le loro stesse condizioni fisiche faranno la differenza: sul piatto tanti nodi da sciogliere.


