Ancona Capitale della Cultura 2028: tutto su “Questo Adesso”, il progetto che ha convinto la giuria

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ANCONA – Dopo la proclamazione ufficiale, l’attenzione si concentra ora su “Ancona. Questo Adesso”, il dossier che ha permesso al capoluogo marchigiano di conquistare il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 con un giudizio definito «eccellente» e una scelta unanime da parte della giuria.

Il progetto si distingue per una visione ampia e integrata, capace di coniugare identità locale e apertura internazionale. La cultura viene individuata come motore di trasformazione urbana e sociale, in un percorso che lega memoria storica e contemporaneità. Al centro della narrazione c’è il mare, elemento simbolico e strutturale, inteso come spazio di connessione tra territori, culture e progettualità.

Il dossier si articola in quattro macroaree: “Questo Mare”, “Via Maestra”, “Adesso Parco” e “Mare Culturale”. Un impianto che riflette la geografia e la storia della città e che si traduce in oltre ottanta progetti originali, con il coinvolgimento di protagonisti della scena culturale italiana e internazionale. Tra questi lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti, il regista Abel Ferrara e artisti come Dardust e il collettivo Quiet Ensemble.

La direttrice “Questo Mare” punta sulla riattivazione culturale del porto e sul rapporto storico tra Ancona e l’Adriatico. In programma produzioni cinematografiche, archivi audiovisivi e collaborazioni con città della sponda adriatica, da Dubrovnik a Spalato, fino a Venezia. In questo contesto si inserisce anche il rilancio della piattaforma digitale Adrjo.

Cuore del progetto sarà la Mole Vanvitelliana, destinata a diventare uno dei principali poli culturali. Qui sorgerà il Museo della Civiltà del Mare Adriatico, affiancato da attività espositive, centri di ricerca e iniziative dedicate alle industrie culturali e creative, come la Design Sea Week.

La macroarea “Via Maestra” attraversa il centro storico fino all’acropoli e si sviluppa attorno alla rete museale cittadina. Tra i punti di riferimento il Museo Archeologico Nazionale delle Marche e la Pinacoteca Civica “Francesco Podesti”, che ospiterà mostre dedicate al Rinascimento adriatico, alla figura di Lorenzo Lotto e alla rappresentazione di Ancona nel Grand Tour. Il progetto valorizza inoltre il ruolo storico della città come ponte tra Oriente e Occidente, rafforzando relazioni internazionali, in particolare con l’area adriatico-ionica e con Budapest.

Con “Adesso Parco” il focus si sposta sul rapporto tra natura e cultura. Il Parco del Cardeto, affacciato sul mare, diventa spazio per installazioni artistiche e percorsi immersivi, mentre il Parco del Conero si inserisce in una prospettiva internazionale legata alla candidatura a Geoparco UNESCO.

La quarta direttrice, “Mare Culturale”, propone il mare come piattaforma per la produzione artistica contemporanea, con un programma che include arti performative, digitali e audiovisive. Il progetto coinvolge realtà come Marche Teatro e la Fondazione Teatro delle Muse, oltre a festival già attivi sul territorio.

Un ruolo centrale è assegnato anche all’innovazione tecnologica, con interventi di videomapping e installazioni digitali nei luoghi simbolo della città, e alla creazione di un hub dedicato alla creatività digitale, al gaming e alla produzione audiovisiva.

Particolare attenzione è riservata ai temi dell’accessibilità e del welfare culturale, con il Museo Tattile Omero come modello di riferimento a livello internazionale. Il coinvolgimento delle comunità locali e dei giovani rappresenta uno degli elementi chiave dell’intero progetto.

Sul piano economico, il dossier prevede investimenti complessivi per oltre 50 milioni di euro destinati alla rigenerazione urbana, ai quali si aggiungono ulteriori risorse legate alla ricostruzione post-sisma. Il programma culturale potrà contare su un budget di circa 7 milioni di euro.

Promossa dal Comune di Ancona insieme a istituzioni, università, enti culturali e realtà economiche del territorio, la candidatura si è sviluppata come un progetto condiviso e partecipativo. Una rete ampia e strutturata che, secondo la giuria, rappresenta uno dei punti di forza della proposta e una garanzia per la sua concreta realizzazione.

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