A dispetto di una Caporetto che continua tremendamente a far parlare di sé, in ore sempre più tumultuose e che fatidicamente potrebbero portare a rovesci in Federazione auspicati dai più, saranno comunque diversi i volti italiani ai prossimi Mondiali. Non ci sarà la Nazionale, senz’altro, ma almeno possiamo consolarci con qualche espressione Tricolore che, a dispetto del movimento di Coverciano, tanto bene ha fatto per raggiungere la fase finale d’America.
Ed è giusto sottolinear le gesta di chi è riuscito nei propri progetti. E’ bene sottolinear chi, in veste differente, rappresenterà comunque un pizzico di bandiera italiana ai prossimi Mondiali. Su tutti Vincenzo Montella, che ad Istanbul ha trovato la sua rivincita e da commissario tecnico l’assoluta consacrazione, riportando la Turchia ai Mondiali pensate 24 anni dopo l’ultima volta. Un lavoro a crear gruppo e fondere l’esperienza dei leader alle giovani stelle: da Calhanoglu al duetto stellare, Guler ed Yildiz. Un cocktail perfetto, in cui ha profuso ambizione.
Dall’Est c’è anche Fabio Cannavaro, che sebben non sia stato il condottiero delle qualificazioni sarà comunque CT della nazionale dell’Uzbekistan. Scelta che testimonia quanto e come, nonostante tempi duri, la bandiera tricolore conservi ancora il suo vecchio fascino. E poi c’è Re Carlo Ancelotti, che tra una festa e l’altra è pronto a progettare l’ultima grande missione della sua carriera: riportare il Brasile sul trono iridato. Insomma, tre realtà, tre CT.. sì, ma tutti azzurri.
Infine, la FIFA non ha ancora sciolto le riserve sulla squadra definitiva degli arbitri della fase finale. Tra i fischietti potrebbe esserci anche un italiano: si tratta di Mariani della sezione d’Aprilia. Insomma, in qualche modo, il musetto oltreoceano tenteremo di metterlo anche senza Nazionale.


