Uno schema purtroppo classico e troppe volte reiterato: la relazione sentimentale finisce e l’uomo non accetta il game over della storia. E così inizia a tormentare la sua ex, la stalkerizza come si dice oggi, le rende la vita un incubo. E troppo spesso, purtroppo, drammatico e tragico, come la cronaca ci racconta, è l’epilogo di questi rifiuti non digeriti, di questi ‘no’ che l’uomo, imprigionato in una visione patriarcale o peggio cavernicola del rapporto con la donna, non accetta, vede e sente come atti di ‘lesa maestà’, considera come oltraggi alla propria dignità.
Di qui il ripetersi di episodi di cronaca che vedono le donne vittime di questi uomini rimasti nelle caverne, che tentano in tutti i modi di ricucire rapporti ormai inesorabilmente e definitivamente strappati e giunti al ‘de profundis’. L’ultimo caso di cronaca del genere ci arriva da Anagni, la Città dei Papi, città d’arte, nobile ed elegante. Ma anche, forse non a caso, la città del famoso o famigerato ‘schiaffo’ al Papa Bonifacio VIII. Ma lì, si dirà, eravamo al 7 settembre del 1303, pieno Medioevo. Bhè, sono passati più di 700 anni ma sembra di essere ancora in quei secoli bui e tenebrosi.
La conferma, come dicevamo, arriva da quanto successo pochi giorni fa nella cittadina del nord della Ciociaria. Eccola, nella nota del Comando provinciale dei carabinieri, la cronaca dell’ennesimo caso di uomini che non accettano i ‘no’ delle donne.
La ricostruzione
dell’accaduto
Nei giorni scorsi i militari della Stazione Carabinieri di Anagni hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare che impone il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e dai suoi familiari, con la contestuale applicazione del dispositivo di controllo elettronico a distanza (il braccialetto elettronico).
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone nei confronti di un uomo di 45 anni, imprenditore e già noto alle Forze dell’Ordine. La misura restrittiva scaturisce dalle indagini tempestivamente avviate dall’Arma a seguito dell’ennesimo episodio di violenza perpetrato ai danni dell’ex compagna e dei familiari di quest’ultima. L’uomo, già sottoposto alla misura preventiva dell’Ammonimento del Questore di Frosinone per analoghi fatti legati all’interruzione della relazione sentimentale, non accettando la fine del rapporto, a partire dal mese di marzo ha iniziato a porre in essere reiterate condotte vessatorie e persecutorie.
Nello specifico, l’indagato la tormentava con messaggi dal contenuto molesto, offensivo e minatorio, ripetuti appostamenti, presentandosi frequentemente e improvvisamente in ogni luogo abitualmente frequentato dalla ex compagna. L’escalation di tali condotte ha trovato un riscontro oggettivo poche mattine fa, quando l’uomo ha nuovamente tentato un approccio con la donna, ma all’ennesimo rifiuto l’ha aggredita fisicamente tirandole i capelli.
In quella circostanza, una pattuglia del Comando Stazione Carabinieri, attivata da una specifica e provvidenziale richiesta di soccorso al Numero Unico di Emergenza da parte di un passante, è intervenuta tempestivamente sul posto riuscendo a individuare e bloccare l’uomo. I gravi e concordanti indizi di colpevolezza raccolti dai militari dell’Arma, che hanno puntualmente documentato le reiterate condotte illecite, hanno consentito all’Autorità Giudiziaria di Frosinone di emettere in tempi brevi la misura cautelare. L’applicazione del braccialetto elettronico consentirà un monitoraggio costante dell’uomo, garantendo così l’incolumità e la serenità della vittima.
Uscendo dalla nota stampa del Comando provinciale carabinieri, è lecito affermare che questo è quanto si spera: e cioè che tali provvedimenti siano sufficienti a far desistere l’uomo dai suoi comportamenti vessatori e a restituire alla donna la serenità perduta.


