Che su Angela Carini si sia creato un clima a tratti insostenibile nei giorni precedenti all’incontro con Imane Khelif, lo ha confermato anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Alla pugile azzurra sarebbero arrivati messaggi che le hanno messo addosso una pressione crescente, mettendola in una situazione sempre più complicata da gestire. Malagò alla Stampa aveva parlato di pressioni da parte dell’iba, l’organizzazione mondiale della boxe presieduta dall’oligarca russo Umar Kremlev. Ieri 6 agosto da Casa Italia alle Olimpiadi di Parigi, Malagò si è corretto: non sarebbe stata direttamente l’iba, ma di certo l’organizzazione ha cavalcato il polverone scoppiato «strumentalizzando la vicenda» e alimentando lo scontro con il Cio, che aveva dato il via libera alla pugile algerina di combattere,
Il panico di Angela Carini prima del ritiro con Imane Khelif, l’allarme al Coni: «Mi dicono che è un uomo». Il ruolo dell’Iba e i legami russi con l’Italia
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