Un team italiano conferma l’esistenza di vulcani attivi su Venere, aprendo nuove prospettive per lo studio del pianeta e della sua evoluzione rispetto alla Terra.
Tanto affascinante quanto tossica. Venere, il secondo pianeta del nostro sistema solare, ha quasi le stesse dimensioni della Terra, ma non è abitabile. Anzi, non è neppure facilmente esplorabile. Con i suoi 400 gradi Celsius di temperatura media e una pressione di 90 atmosfere, viaggiare sulla superficie del nostro “vicino di casa” è quasi impossibile. Per questo motivo, per studiare il pianeta è necessario affidarsi alle rilevazioni fatte dai radar. Venere è viva, a modo suo. Lo dimostra uno studio italiano condotto da un team di ricerca dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, che ha osservato la superficie del pianeta e ha scoperto che ci sono dei vulcani ancora attivi che eruttano sulla superficie.
I vulcani sulla superficie di Venere [embedded content]
La difficoltà è osservare la superficie del pianeta attraverso la densissima (e velenosa) atmosfera che la circonda, composta principalmente di anidride carbonica. È per questo motivo che la temperatura del pianeta


