108 anni fa si consumava il primo sterminio di massa del XX secolo. Circa un milione e mezzo di persone vennero trucidate e bruciate vive, mentre il loro patrimonio culturale, artistico e architettonico venne distrutto. E ancora oggi, a distanza di oltre un secolo, il genocidio armeno resta uno dei più ignorati e meno conosciuti della nostra storia
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Metz Yeghern (“il grande crimine”): così gli armeni hanno ribattezzato quel genocidio di cui furono vittime agli inizi del Novecento. Tra il 1915 e il 1916 l’umanità scrisse una delle pagine più buie e terrificanti della sua storia.
Le origini del genocidio
Gli Armeni erano rappresentavano delle tante comunità che facevano dell’Impero Ottomano. Agli albori del XX secolo la popolazione armena, di religione cristiana, contava circa due milioni e mezzo di persone che vivevano nella zona dell’Anatolia orientale e già dalla fine dell’Ottocento iniziarono ad essere visti come una minaccia interna dai Giovani Turchi, partito politico laicista all’epoca al governo.
Allo scoppio del primo conflitto mondiale, questi ultimi si schierarono al fianco di Germania e Impero austroungarico contro


