La Lingua dei Segni diventa materia nelle scuole siciliane: il progetto che tutte le classi italiane dovrebbero adottare
In Sicilia, l’insegnamento della Lingua dei Segni Italiana (LIS) prende il via in 26 classi, grazie a un progetto finanziato dall’Ufficio Scolastico Regionale per favorire l’inclusività e migliorare la comunicazione con le persone sorde. Quest’iniziativa, che coinvolge 24 classi di scuola primaria dell’Isola (tre per ogni ambito territoriale) e due istituti superiori professionali sociosanitari, è...
Tantissimi bambini e ragazzi potranno apprendere la Lingua dei Segni, grazie ad un periodo di formazione in classe della durata di 35 ore, supportata da operatori dell’Ente Nazionale Sordi (ENS)
@123rf/Jovan Mandic
In Sicilia, l’insegnamento della Lingua dei Segni Italiana (LIS) prende il via in 26 classi, grazie a un progetto finanziato dall’Ufficio Scolastico Regionale per favorire l’inclusività e migliorare la comunicazione con le persone sorde.
Quest’iniziativa, che coinvolge 24 classi di scuola primaria dell’Isola (tre per ogni ambito territoriale) e due istituti superiori professionali sociosanitari, è un passo significativo verso la creazione di un ambiente scolastico più inclusivo e rispettoso della diversità. Dopo un’esperienza di successo nella provincia di Ragusa, si estende ora a tutta la regione siciliana.
L’obiettivo principale è promuovere l’inclusione scolastica attraverso l’apprendimento della LIS, riconosciuta ufficialmente come lingua con regole grammaticali, sintattiche e morfologiche. Questo non solo facilita la comunicazione con le persone sorde, ma può anche essere utile per alfabetizzare gli studenti stranieri.
Come si articolerà il percorso
Il percorso prevede un periodo di formazione online per i docenti delle classi
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