Lavori di pubblica utilità per Elio Marchetti. Il noto imprenditore viterbese dovrà scontare 1780 ore, pari a circa 74 giorni, al banco alimentare di Viterbo distribuendo beni di prima necessità alla famiglie indigenti. È la pena in cui è stata convertita la condanna a 3 mesi e 25 giorni di reclusione inflitta ieri dal tribunale di Viterbo, in continuazione con quella diventata definitiva a 2 anni e 8 mesi per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale nell’ambito della compravendita di auto di lusso.
Il processo, filone del principale, ha riguardato reati connessi e ha visto sei imputati. Oltre a Marchetti, la sorella Rosalba, la dipendente Emilia Tiveddu, il fornitore tedesco Adria Glowats, Domenico Sordo e Giuseppe De Lucia. Tutti, secondo l’accusa, sarebbero stati a vario titolo attori della frode messa in atto nella compravendita di supercar importate dall’estero lucrando su fisco e Agenzia dell’entrate.
Nel carosello, stando alla ricostruzione della procura, Glowats sarebbe stato il referente tedesco di Marchetti, ossia colui che procacciava le auto in Germania. Mentre De Lucia il gancio pugliese per le immatricolazioni.
Come chiesto dalla pm


