Avanzi (Cima): «È una “tempesta perfetta” per le nostre montagne, che forniscono meno neve proprio quando avremo bisogno di più acqua del solito»
[10 Marzo 2023]
A pochi giorni dall’arrivo ufficiale della primavera, la siccità alimentata dalla crisi climatica sta portando l’Italia a chiudere la stagione “fredda” con un deficit di neve pari al 63%: una diminuzione significativa che interessa tanto gli Appennini quanto le Alpi, soprattutto a basse quote.
Secondo le stime elaborate dalla Fondazione Cima (Centro internazionale in monitoraggio ambientale), la situazione è peggiore rispetto allo scorso anno, pure già molto siccitoso.
Dal punto di vista delle attività economiche, è la carenza di neve sulle Alpi a preoccupare di più. Sono questi monti, infatti, a fornire l’acqua dolce al bacino del Po, che ospita circa la metà delle risorse idriche italiane: complessivamente, stimiamo che sulle Alpi il deficit sia, a oggi, di -69% rispetto alla media degli ultimi 12 anni. Guardando al solo fiume Po, il deficit si attesta a -66%. Entrambi dati peggiori, quindi, rispetto al deficit nazionale di -63%


