“Stalking – La gabbia”: il maresciallo Antonio Russo, nel suo libro, affronta un delicato problema

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Nel giorno dedicato agli innamorati, parliamo di un libro nato per affrontare un problema che con l’amore ha poco o nulla a che fare: lo stalking.

Il maresciallo dei Carabinieri Antonio Russo, oltre al libro, ha proposto alla commissione parlamentare un nuovo provvedimento, una nuova legge contro lo stalking, nata dalla sua esperienza personale sul campo e nello studio pluriennale del reato.

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Antonio Russo, nel libro “Stalking – La Gabbia”, affronta in modo lucido, competente e approfondito, il problema, proponendo di apportare modifiche alle norme giuridiche che talvolta sono eluse o troppo blande.

Antonio Russo, grazie all’esperienza e con le conoscenze maturate durante la sua attività, ha compreso quali siano gli ostacoli per superare tali “barriere” burocratiche al fine di difendere realmente le donne.

Il titolo stesso è indicativo del “disagio” che vive una vittima di stalking. Questa è infatti costretta a “fuggire” dal cacciatore che la bracca come una preda, la obbliga a cambiare abitudini, numero di telefono, indirizzo e-mail, abitazione, automobile, a guardarsi costantemente le spalle.

Lo stalking può condizionare notevolmente la vita delle persone che ne sono vittime. Spesso si è costretti a subire veri e propri atti di terrorismo psicologico che possono addirittura trasformarsi in aggressioni fisiche.

Lo stalking può provocare nelle vittime gravi sofferenze psicologiche e portarle ad isolarsi socialmente.
È certamente un fenomeno complesso, caratterizzato da forme e sfaccettature molto diverse fra loro. Se osservate singolarmente, le innumerevoli azioni degli/delle stalker spesso non raggiungono la soglia dell’illegalità.

Questo spiega in parte perché le vittime non prendono subito coscienza del fenomeno e avviino un procedimento penale solo in un secondo tempo. Dal punto di vista della prevenzione è tuttavia importante riconoscere quanto prima lo stalking e adottare senza indugio le misure del caso.

Non esiste una risposta univoca in grado di spiegare i motivi che spingono lo/la stalker a comportarsi in questo modo. Lo/La stalker può agire per vendetta, perché pensa di aver subito un torto (una delusione amorosa o un licenziamento), per il desiderio di avere una relazione, per erotomania, odio o per l’impulso di controllare la vittima o di indurla a modificare il proprio comportamento. I motivi possono però anche modificarsi col tempo. Ciò che accomuna tutti gli/le stalker è il desiderio di attenzione vissuto in modo eccessivo.

Lo stalking è presente in tutti gli strati sociali.

La perseguitata (spesso il reato è rivolto verso il genere femminile) diventa preda fino allo sfinimento, fino a quando non cede cadendo ai piedi del proprio persecutore. Talvolta le conseguenze le leggiamo sulle pagine di cronaca nera dei giornali.

Come affrontare e punire tali comportamenti? Cosa devono fare le vittime di stalking? Antonio Russo con il suo libro risponde a queste e altre domande.

L’autore elenca gli accorgimenti a cui attenersi, segnala le condotte condannabili, dispensa consigli e offre spunti di riflessione utili e chiarificatori. Insomma un aiuto a chi si sente appunto chiuso in una gabbia.

Non perdetevi allora le presentazioni del libro in giro per l’Italia.
Casa editrice iQdB edizioni di Stefano Donno.

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