Il 7 dicembre, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di ecocidio durante la COP15, il vertice delle Nazioni Unite sulla biodiversità a Montreal, a seguito della morte di delfini e focene nel Mar Nero (da quando la Russia ha invaso l’Ucraina)
Durante la COP15 che si sta svolgendo in questi giorni, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di ecocidio. Al vertice delle Nazioni Unite sulla biodiversità a Montreal, il presidente, ha infatti denunciato che c’è una moria mai vista prima, di delfini e focene riversati sulle spiagge del Mar Nero da quando la Russia ha invaso l’Ucraina.
Non si ha un numero esatto di quanti mammiferi marini siano morti dall’inizio del conflitto, ma i biologi confermano che circa 900 animali marini si sono spiaggiati tra Ucraina, Romania, Bulgaria e Turchia.
Pochi giorni prima che Zelensky accusasse la Russia di ecocidio, i ricercatori avevano analizzato i cadaveri dei cetacei e mammiferi morti. I dati hanno mostrato che il numero di focene morte nelle acque bulgare, a sud dei combattimenti, era cinque volte superiore


