Il primo contatto con la Polestar 2, finalmente in Italia per la prova su strada in anteprima, dimostra due cose. La prima è che il produttore inizia a puntare anche sul nostro Paese, dopo un lancio che ha visto lo Stivale tra gli ultimi vista una diffusione delle elettriche ancora non predominante. La seconda è che si tratta di un brand che si avvia verso la maturità nell’elettrico, prendendo spunto da chi questo mercato lo domina.
Ascoltando le parole di Polestar durante la conferenza stampa di presentazione, si evince come alcune delle caratteristiche che l’azienda sbandiera come distintive per il proprio marchio, altro non siano che la riproposizione di quanto già intuito dagli americani di Tesla. Le semplificazioni di una guida diretta, senza tasti di accensione ma con un sensore che accende l’auto quando riconosce la pressione al sedile e la avvia con la semplice selezione del cambio in drive, ad esempio, è una caratteristica personalmente molto apprezzata, ora a vantaggio anche di Polestar. Oppure la comodità di aprire la portiera dopo la guida e vedere attivata automaticamente la modalità


