L’impatto ambientale del Jova Beach Party, il tour sulle spiagge di Jovanotti, è stato il tema polarizzante dell’estate: il cantante è stato criticato duramente dai movimenti per il clima, che hanno parlato di greenwashing a causa della partnership tra Trident Music – la società che si è occupata dell’organizzazione delle date – e il WWF e sottolineato i danni che questi eventi avrebbero procurato a ecosistemi fragilissimi.
Oggi la stessa Trident ha pubblicato un documento, intitolato “Legacy Report – Fondamenta” e realizzato dagli analisti di Nativa (società milanese specializzata nella valutazione dell’impatto di sostenibilità delle aziende), che mira a rivelare «quale sia stato il risultato generato da Jova Beach Party 2022 secondo una prospettiva di ecosistema e con un orizzonte temporale che si spinge oltre l’estate 2022».
Il report aiuta a capire gli impatti rispetto a cinque aree: circolarità nell’uso delle risorse, impatto sugli ecosistemi, resilienza climatica (cioè la gestione e misurazione delle emissioni), l’educazione e il coinvolgimento (intesi come capacità di trasmettere comportamenti sostenibili) e la generazione di benessere per le persone coinvolte (partecipanti, lavoratori e comunità locali).
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