Che fatica per Meloni. Dopo veti e liti, il consiglio dei ministri chiude la squadra di Governo e vara il nuovo ergastolo ostativo. Ma Conte sui benefici ai detenuti e sui raduni illegali sbugiarda le destre

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Che fatica per Meloni. Dopo veti e liti, il Consiglio dei ministri ha chiuso la partita per formulare la squadra di Governo e ha preso importanti decisioni in ambito di Giustizia e ordine pubblico.

Al centro della riunione il decreto in cui è stato affrontato il tema delle “misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefìci penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia”, ossia la revisione dell’ergastolo ostativo.

Poi si è discusso anche dell’entrata in vigore del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, relativo agli obblighi di vaccinazione anti Sars-Cov-2 e delle misure di prevenzione e contrasto dei raduni illegali resesi necessarie dopo il rave party a Modena.

Slitta l’entrata in vigore della riforma Cartabia

Nel decreto all’esame del Consiglio dei ministri entra lo slittamento dell’entrata in vigore della riforma Cartabia sul processo penale. E’ quanto emerge dalla bozza, entrata in Cdm. L’entrata in vigore della riforma è posticipato al 30 dicembre prossimo.

La stretta contro i rave party

Per evitare il ripetersi di feste non autorizzate, il Consiglio dei ministri ha varato una vera e propria stretta. Reclusione da 3 a 6 anni, multe da mille a 10mila euro e si procede d’ufficio “se il fatto è commesso da più di 50 persone allo scopo di organizzare un raduno dal quale possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico o la pubblica incolumità o la salute pubblica”.

Ma c’è di più. Nel testo si legge che in caso di condanna “è sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e di quelle utilizzate per realizzare le finalità dell’occupazione”

Conte esulta per il ripensamento di Meloni sull’ergastolo ostativo

“La decisione di intervenire sull’ergastolo ostativo, vista l’imminente scadenza che la Corte Costituzionale ha fissato per l’8 novembre, è un ripensamento positivo maturato dal suo partito, che si astenne, sul punto, nella passata legislatura”. Questo quando scrive in un post il Presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a proposito dei contenuti affrontati durante il Consiglio dei ministri.

Lo stesso leader pentastellato al premier ha consigliato anche la strada da seguire. Secondo lui, infatti, “per limitare al massimo il rischio che i mafiosi e i condannati per gravissimi reati possano uscire dal carcere bisognerà prevedere, come da proposta del M5S, che il detenuto spieghi le ragioni della mancata

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