È ancora una produzione di nicchia, quella delle noci italiane, “se confrontata con un mercato mondiale dove si raccolgono ogni anno circa 2,3 milioni di tonnellate (per il 90% monopolio di Cina, Stati Uniti, Cile, Iran e Ucraina), ma la nocicoltura tricolore sta diventando una specializzazione agricola sempre più diffusa e redditizia, tanto che si stima il nostro Paese potrà arrivare a coprire con prodotto locale almeno la metà della domanda interna (circa 50mila tonnellate l’anno) nel giro di pochi anni. Va letta in questo scenario la giornata romagnola dedicata alla noce, alla sua 18esima edizione, che si è tenuta a Forlì per fare il punto sull’andamento di mercato e valorizzare il progetto di filiera In-Noce che cinque anni fa ha visto una dozzina di aziende di Emilia-Romagna e Marche aggregarsi, guidate dalla capofila New Factor di Rimini, per potenziare produzione e lavazione di questo frutto in guscio prezioso non solo per gli agricoltori ma anche dal punto di vista nutrizionale, come confermano i consumi in costante crescita negli ultimi anni, sulla scia dei trend salutistici” – si legge su Il Sole 24 Ore.
«Oggi sono 23 le aziende agricole del territorio, per 500 ettari coltivati, impegnate in un progetto che parte dal campo, passa per la lavorazione e arriva al confezionamento e al posizionamento a scaffale delle noci – spiega a Il Sole 24 Ore Alessandro Annibali, amministratore delegato di New Factor –Lo sviluppo continuo del mercato delle noci dimostra la lungimiranza della scelta fatta qui in Romagna nel 2017, insieme alla cooperativa faentina Agrintesa, con il progetto di filiera In-Noce».
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