Dipendenti Ama rubano carburante e lo rivendono ai privati: 13 arresti

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Un vero e proprio affare, con i soldi dei contribuenti. Ad allestirlo alcuni lavoratori Ama, con la complicità di privati cittadini. Da una parte il furto di carburante dai mezzi dell’azienda municipalizzata, il cosiddetto “succhio”, con il gasolio poi rivenduto in nero. Dall’altra un utilizzo indebito delle schede carburante, con 6 dipendenti che invece di usarle per i mezzi di lavoro, facevano il pieno di benzina alle loro vetture private. A smascherare i due business i finanzieri che hanno arrestato 10 lavoratori dell’azienda dei rifiuti romana ed altre 3 persone che avevano allestito l’illecito profitto.  

Il furto di carburante dai mezzi Ama 

A dare il via alle indagini dei militari del comando provinciale della guardia di finanza di Roma un’inchiesta de Le Iene, andata in onda nel novembre 2020. Un servizio di Filippo Roma ed Andrea Occhipinti nel quale una pentita raccontò ai due giornalisti come veniva rubato il carburante dai mezzi Ama. Da qui le investigazioni che hanno permesso a finanzieri di accertare come 7 persone – 4 dipendenti Ama e tre complici – avessero allestito un deposito privato da dove sottraevano carburante dagli automezzi Ama (tramite succhio) per poi rivenderlo ad alcuni privati cittadini. 

L’utilizzo delle schede carburante a fini privati

Un filone d’indagine che ha poi permesso ai militari delle fiamme gialle di accertare un secondo illecito, non legato al furto di carburante, messo in atto da altri sei lavoratori Ama. Ma cosa facevano? Semplice, utilizzavano le schede carburante degli automezzi dell’azienda dei rifiuti ma invece di fare il pieno ai camion lo facevano ai loro mezzi privati. 

Associazione a delinquere finalizzata al peculato 

Concluse le indagini gli inquirenti hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari con la quale il gip del tribunale capitolino,

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