Adesso sì, i tempi sono maturi. I tempi sono maturi per uno scenario che poteva verificarsi già ad inizio estate scorsa, invece soltanto rinviato di dodici mesi. Perché Conte, come al solito, non regge più di due anni all’interno dello stesso progetto tecnico, ormai da un buon decennio a questa parte. E nonostante l’amore folgorante ed incondizionato di una piazza unica come Napoli, anche stavolta non c’è stata eccezione.
Tra Antonio e Napoli è finita, finita davvero. Un rapporto col gruppo squadra ormai ridotto ai minimi termini. Troppi infortuni, allenamenti estenuanti, mentalmente faticosissimo star dietro al sergente più di ferro del calcio italiano dei giorni d’oggi. Nonostante un contratto triennale, anche ADL stavolta ha convenuto come la separazione anticipata sia la soluzione migliore per tutte le parti in causa. Sarà però separazione a livello societario meno burrascosa di quella che fu con Spalletti, separazione che allora coinvolse tribunali. Parti al lavoro per rescindere burocraticamente ma soprattutto serenamente il loro legame.
D’altronde era già ormai chiaro nel post gara a Pisa. A Champions conseguita, Conte s’è lasciato scappare qualche dichiarazione a dir poco inequivocabile. Parole di gratitudine, sì, ma di congedo: “Il presidente sa bene il mio pensiero, lo devo solo ringraziare d’avermi fatto allenatore in una piazza come Napoli, prossimo fine settimana dichiareremo quanto condiviso”. Insomma, c’era già ben poco da girarci intorno. Nelle ultime ore i doverosi riscontri giornalistici, adesso la direzione è chiaramente univoca.
L’annuncio con ogni probabilità fioccherà nei prossimi giorni. Senz’altro entro il weekend. Conte merita di salutar il popolo del Maradona, a dovere, in occasione dell’ultima di campionato in casa con l’Udinese. Un popolo che gli è grato, con cui ha condiviso il quarto scudetto. Quest’anno ha saputo dirigere la baracca in un mar in tempesta, ma tra dichiarazioni forti e tanti infortuni di cui forse i suoi allenamenti a ritmi forsennati sono responsabili più di qualcosa s’era palesemente già guastato.
E’ arrivato uno Scudetto lo scorso anno, sì, ma ADL come tutta la piazza si aspettava risultati migliori in Europa, non quel disastroso 30° posto su 36 in Champions League. Insomma, solito Conte. Ed è tempo, anche in questo caso di inesorabili titoli di coda. Adesso chissà quale futuro: può scoccare ritorno in Nazionale, in fondo non è un mistero di come sia già il prescelto della rifondazione Malagò.


